Tre nuovi sistemi per Creative Commons

Creative Commons ha recentemente annunciato l’obiettivo di lanciare tre sistemi che potranno affiancare o integrare le omonime licenze.
Questo arricchimento mira a favorire l’incontro tra soggetti che creano o utilizzano opere dell’ingegno per differenti finalità , a stimolare la reperibilità e conoscibilità di opere in pubblico dominio oppure rilasciate sotto condizioni che ne permettono l’utilizzo del tutto (o quasi del tutto) libero, a dare, infine, un contributo alla messa sotto un regime giuridico standardizzato di dati scientifici, offrendo peraltro possibilità giuridiche di integrazione tra differenti banche dati scientifiche.
Mediante il sistema CC+ (CC Plus) dovrebbe diventare possibile per gli utenti poter ottenere dal licenziatario, a richiesta, altri diritti rispetto a quelli espressamente concessi dalle licenze Creative Commons, quali ad esempio diritti di utilizzazione commerciale (relativamente a opere rilasciate sotto una licenza Creative Commons non commerciale), diritti di utilizzazione senza dover osservare necessariamente gli obblighi analitici di attribuzione imposti dalle licenze, oppure altri benefici quali garanzie o la possibilità di accedere ai singoli componenti di un’opera (si pensi, ad esempio, alle singole tracce di un brano musicale o alla separazione della parte vocale). Più in generale, si tratta di strumenti in grado di “interfacciare” con maggiore facilità gli utilizzatori “professionali” di opere dell’ingegno con gli utilizzatori “amatoriali”, un’eventualità facilitata dalla diffusione di Internet, dai modelli di distribuzione di contenuti basati sullo sfruttamento degli effetti di rete, dai portali di pubblicazione e condivisione di contenuti (un celebre caso è stato ad esempio, l’acquisto da parte di una nota software house di una serie di fotografie, al fine di utilizzarle come sfondi di un altrettanto noto sistema operativo, da un fotografo “per hobby” che le aveva pubblicate su http://www.flickr.com – cfr. hamaddarwish.com :: Windows Vista).
L’iniziativa sembra riscontrare l’interesse di vari operatori commerciali, intenzionati a dare supporto al sistema: Yahoo!, Blip.tv, Beatpick, Jamendo, RightsAgent, Youlicense, Strayform, Cloaks e Copyright Clearance Center.
CC0 (CC Zero), invece, dovrebbe permettere la possibilità per una persona di poter affermare che un’opera non è più soggetta a vincoli legali (per esempio che un’opera è caduta in pubblico dominio), oppure – qualora titolare di diritti esclusivi – di rinunciare ai diritti che possono essere oggetto di rinuncia in modo da rendere l’opera liberamente utilizzabile. Caratteristica di CC0 sarà la sottoscrizione dell’asserzione o della rinuncia, in modo da permettere agli utilizzatori di poter valutare l’attendibilità e autorevolezza dell’autore dell’affermazione o della rinuncia.
Il “Protocol for Implementing Open Access Data” è infine un sistema, legato a Science Commons e teso a permettere una più facile, dal punto di vista giuridico, integrazione di raccolte di dati scientifici. Sulla base della convinzione che i dati scientifici presentano la loro maggiore utilità quando sono in pubblico dominio, il sistema mirerà a stimolare la messa sotto un comune e standardizzato regime giuridico di dati importanti per la ricerca scientifica.
Date le complesse implicazioni che CC+, CC0 e il Protocol for Implementing Open Access Data comportano la propagazione e adozione di tali strumenti avverrà con tempi non brevi.

Valentin Vitkov

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.