Sun comincia a rilasciare l’ambiente Java sotto licenza GPL

Dopo una serie di indiscrezioni e anticipazioni, Sun ha iniziato a rilasciare progressivamente l’ambiente Java sotto licenza GPL versione 2, adottando così un modello di esercizio flessibile dei diritti esclusivi sulle proprie opere dell’ingegno.
La peculiarità dell’ambiente di sviluppo Java si riassume con il motto “write once, execute everywhere” (“scrivi una volta, esegui ovunque.”): un programma per elaboratore, redatto una sola volta nel linguaggio Java, è in grado di funzionare su qualunque dispositivo contenga una Java Virtual Machine. La Java Virtual Machine (JVM) è a sua volta un software che si occupa del dialogo e interoperabilità tra il programma che si vuol far eseguire e il sistema operativo su cui è installata la Java Virtual Machine.
Questo approccio permette al programmatore di non dover eseguire una compilazione del codice sorgente per ogni tipo di sistema operativo diverso, né per ogni versione di un dato sistema operativo: è sufficiente la presenza di una Java Virtual Machine funzionante per poter eseguire correttamente il software, con evidente risparmio di risorse sia nella fase di sviluppo che nella fase di distribuzione.
A poco più di 10 anni dalla creazione dell’ambiente Java, la possibilità di scrivere una sola volta il codice senza preoccuparsi di compilazioni multiple e la scalabilità delle applicazioni Java hanno reso questo l’ambiente di sviluppo molto popolare, soprattutto in un’epoca caratterizzata dalla presenza di dispositivi eterogenei interconnessi.
Sono infatti disponibili e vengono create continuamente applicazioni Java per telefonini, pda, camere digitali, ma anche per computer da tavolo, portatili, stazioni di lavoro, server, home tv, in grado di implementare una vastissima gamma di funzioni. Mini applicazioni Java possono essere facilmente richiamate dalle pagine web dei siti intranet o internet e contribuiscono ad arricchirne le funzioni (cfr. ad esempio http://www.time.gov/timezone.cgi’UTC/d/1/java).
E’ piuttosto complesso valutare brevemente le ragioni di fondo che hanno spinto Sun a rilasciare progressivamente Java sotto una licenza che lo rende software libero. E’ invece più agevole prevedere i due effetti tipici di questa scelta legati alle condizioni della licenza GPL: minor grado di formalismo del processo di cooperazione interconnessa tra chi contribuisce allo sviluppo del codice e dell’ambiente; via libera alla nascita e sviluppo di diverse correnti di pensiero sulle scelte di sviluppo (è il fenomeno del c.d. forking). Sono due importanti espressioni delle quattro libertà che la licenza GPL v. 2, si prefigge di garantire – la libertà di esecuzione, di studio e adattamento, di distribuzione e ridistribuzione, infine di modifica e miglioramento del programma e della conseguente distribuzione del lavoro derivato.
In particolare, il cambio del processo decisionale rappresenta una vera e propria svolta. Finora lo sviluppo di Java teneva conto degli orientamenti della comunità di sviluppatori ma la procedura decisionale era saldamente nelle mani di Sun. Con la scelta di rilasciare l’ambiente sotto licenza GPL, Sun rimette di fatto il processo decisionale alla volontà di chiunque voglia rispettare i termini della licenza GPL – è una vera e propria svolta.
Gli ambienti rilasciati sotto GPL sono la Java Standard Edition e la Java Micro Edition. Il rilascio della Java Enterprise Edition è invece previsto nel 2007.
Un effetto di questa scelta si riflette immediatamente e con forti benefici anche sullo sviluppo di OpenOffice, suite di ufficio che contiene porzioni di Java.
Il rilascio sotto GPL della Micro Edition, viceversa, ,e in grado di aumentare l’interesse dei produttori di devices (cellulari, palmari e altri piccoli dispositivi ad elevata tecnologia elettronica) verso questa tecnologia.
La scelta di Sun è dunque interessante, un test importante dell’efficacia di modelli flessibili di esercizio dei diritti di autore e di proprietà intellettuale in genere.
E’ significativo, infine, che la scelta di Sun di aderire a un modello di sviluppo flessibile si riflette anche sulla decisione di rendere liberamente modificabile il portafortuna di Java, famigliarmente chiamato “Duke” (https://duke.dev.java.net/), dando così ampio spazio alla rielaborazione creativa del logo.

Valentin Vitkov

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.