Sir Cliff Richard contro la cessazione dei diritti connessi dopo 50 anni

I diritti relativi alla produzione di dischi fonografici e di apparecchi analoghi hanno una durata, nell’ambito della UE pari a 50 anni dalla fissazione o dalla prima pubblicazione.
Ciò sta a significare che le registrazioni effettuate a partire dal 31 dicembre 1954 diverranno di pubblico dominio (naturalmente fatti salvi i diritti dell’autore la cui durata è prevista in 70 anni) al termine di quest’anno.
Gradualmente, quindi, nei prossimi anni, molti fonogrammi dell’epoca d’oro del rock registrati da artisti del calibro di Elvis Presley, Bill Haley and the Comets, Chuck Berry, Fats Domino, James Brown, diverranno di pubblico dominio.
Molti interpreti che hanno reso celebri brani storici, ma che non hanno composto gli stessi, si troveranno a perdere una buona fetta di entrate (ex art. 73 l.d.a.) e con essi le case discografiche (produttrici dei fonogrammi nella maggior parte dei casi), spesso titolari di tali diritti a fronte della corresponsione di royalty agli stessi.
Allo scopo di estendere il termine massimo di protezione a 95 anni, come accade negli Stati Uniti, Cliff Richard, interprete di fama mondiale, ha deciso di impegnarsi in una battaglia presso l’Unione Europea, con l’aiuto di due importanti enti British Phonographic Industry e International Federation of the Phonographic Industry che naturalmente agiscono principalmente in rappresentanza delle case discografiche.
Esperti del settore ritengono però velleitario il tentativo e sostengono che sia destinato a fallire.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.