Shira Perlmutter rimossa dalla guida dell’U.S. Copyright Office: tensioni su IA e diritti d’autore

Il 10 maggio scorso, l’amministrazione Trump ha destituito Shira Perlmutter dal ruolo di Register of Copyrights e direttrice dell’U.S. Copyright Office, a seguito del licenziamento della Librarian of Congress Carla Hayden avvenuto il giorno precedente. La decisione, comunicata tramite un’email ufficiale della Casa Bianca, ha suscitato forti critiche da parte di esponenti democratici e del settore creativo, che la considerano un atto politicamente motivato e potenzialmente illegittimo.
La rimozione di Perlmutter è avvenuta pochi giorni dopo la pubblicazione di un rapporto dell’U.S. Copyright Office, sotto la sua direzione, che metteva in discussione l’uso di opere protette da copyright per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale. Il documento suggeriva che tale pratica potrebbe non rientrare nei limiti del “fair use”, specialmente quando i contenuti generati dall’IA competono direttamente con le opere originali sul mercato. La relazione proponeva anche l’adozione di meccanismi di licenza per regolamentare l’uso di materiali protetti da parte delle aziende tecnologiche.
Secondo il deputato democratico Joe Morelle, la destituzione di Perlmutter sarebbe legata al suo rifiuto di approvare l’utilizzo massivo di opere protette da parte di Elon Musk per l’addestramento di modelli di IA. Musk, proprietario della società xAI e figura influente nell’attuale amministrazione, non ha rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda.
La comunità dei creativi e dei professionisti del diritto d’autore esprime preoccupazione per l’indipendenza dell’U.S. Copyright Office e per le implicazioni che queste decisioni potrebbero avere sulla tutela dei diritti degli autori nell’era dell’intelligenza artificiale. Al momento, non sono stati nominati successori per le posizioni vacanti di Register of Copyrights e Librarian of Congress.
Perlmutter, avvocata con una lunga carriera nel campo della proprietà intellettuale, aveva assunto la direzione dell’U.S. Copyright Office nel 2020, nominata da Carla Hayden. Durante il suo mandato, ha guidato l’ufficio in un periodo di rapidi cambiamenti tecnologici, cercando di bilanciare l’innovazione con la protezione dei diritti degli autori.
La sua rimozione solleva interrogativi sul futuro delle politiche di copyright negli Stati Uniti, in un momento in cui l’intersezione tra tecnologia e diritti d’autore è al centro del dibattito pubblico.
L’Executive Bureau dell’ Association Littéraire et Artistique Internationale (ALAI) della quale ALAI Italia è il referente nazionale italiano e membro storico ha pubblicato un comunicato sulla vicenda: “Il Bureau ha esaminato la terza parte del Rapporto del Copyright Office degli Stati Uniti (USCO) dedicato ai problemi attinenti al Copyright suscitati dalla tecnologia più recente relativa a “Generative AI training”, l’addestramento dell’Intelligenza Artificiale Generativa. Il Bureau di ALAI e il Consiglio di ALAI Italia ritengono che il Rapporto dell’USCO costituisca un testo estremamente equilibrato che copre tutte le sfaccettature di questa problematica. Esso tiene conto di tutti gli interessi coinvolti, sia dell’ambiente dei creativi e degli artisti, e delle industrie culturali, sia delle imprese che sviluppano strumenti e modelli di intelligenza artificiale. ALAI è pertanto fortemente preoccupata che detto Rapporto assolutamente equilibrato e giuridicamente fondato abbia potuto costituire l’elemento che ha determinato la decisione di sollevare dalle sue funzioni Shira Perlmutter, la direttrice dell’USCO rispettata a livello globale“.



