RIAA e le leggi anti-terrorismo

Il mondo di Internet e in particolare il settore della distribuzione dei file musicali on-line è percorso da una accesa polemica tra RIAA (Recording Industry Association of America) e parte dell’opinione pubblica statunitense.
Questi in breve i termini della questione.
In seguito ai tragici fatti dell’11 settembre, il Governo americano ha elaborato una serie di misure legislative anti-terrorismo note con la denominazione di PATRIOT.
RIAA è stata accusata di aver fatto pressioni presso il governo affinché il progetto PATRIOT contenesse specifiche misure che consentissero, alla stessa, di lanciare attacchi ai sistemi peer-to-peer, senza correre il rischio di eventuali azioni legali.
Il testo della legge avrebbe in sostanza permesso ai detentori dei diritti di copyright, e quindi a RIAA , di porre in essere un sistema di difesa “attivo” basato su azioni di hacking, volte a limitare la capacità dei programmi, dei sistemi di informazione e di acquisizione dati , senza il rischio di vedere tale possibilità ostacolata da eventuali azioni legali in risposta.
Tutto ciò anche nell’eventualità che i suddetti sistemi di difesa da azioni di pirateria avessero comportato perdite di dati nei computer dei soggetti che avessero violato i dati protetti, con effetti simili a quelli dei virus.
In risposta a tali accuse RIAA asserisce che i sistemi utilizzati per la difesa non sono stati appositamente sviluppati, ma si tratta di sistemi già esistenti e legali e che il Congresso ha elaborato il progetto di legge in totale libertà . In poche parole RIAA si sarebbe trovata di fronte al fatto compiuto.
Inoltre l’associazione sostiene di aver segnalato l’anomalia normativa che avrebbe consentito di attivare così pesanti mezzi di difesa al Dipartimento di Giustizia e allo staff del Senato preposto alla definizione del disegno di legge e di aver elaborato una serie di modifiche allo stesso, su indicazione dei suddetti organi, allo scopo di ovviare al problema.
RIAA afferma inoltre di non aver mai considerato la pirateria digitale alla stregua del terrorismo e asserisce che la battaglia deve essere vinta soprattutto sulla base della bontà dei servizi offerti, anche se è logico attivare anche dei sistemi di difesa.
La partita risulta ancora aperta.

La redazione – Fonte: NY Times

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.