RIAA diffonde i dati di vendita dell’industria musicale americana per l’anno 2005

Recording Industry Association of America (RIAA) ha pubblicato i propri dati relativi alle vendite realizzate nel 2005. Nell’anno trascorso, l’industria musicale si è significativamente innovata e ha distribuito i propri prodotti in una diversificata e sempre crescente gamma di formati digitali. Allo stesso tempo sono stati mantenuti i canali di distribuzione relativi ai supporti fisici. Per reagire all’involuzione delle entrate dell’industria musicale, RIAA ha analizzato con particolare attenzione le voci relative alla sottoscrizione di servizi di download a pagamento, ai c.d. “chioschi digitali” dai quali si può scaricare musica on-demand, alla distribuzione on-line di video musicali, alle suonerie per telefoni cellulari, ai downloads digitali “a la carte” e ai servizi radio digitali.
“La comunità musicale ruota attorno alla digitalizzazione e i consumatori ne sono i veri beneficiari”, ha affermato Mitch Bainwol, Presidente e CEO di RIAA. “Abbiamo trasformato il nostro modo di vendere musica. Non ci sono mai stati così tanti modi di poterne usufruire – né così tante diverse possibilità per l’industria musicale di avere un ritorno economico per i propri investimenti. Stiamo lavorando sodo per distribuire ai consumatori la musica che amano nei formati che desiderano. Allo stesso tempo, siamo consapevoli dei problemi che continuano a porre in difficoltà i nostri investimenti. La pronuncia della Corte Suprema nel caso Grokster è stata enormemente significativa, ma la pirateria, in tutte le sue forme, continua a costarci cara. Le nuove piattaforme digitali, se da un lato sono un grandissimo potenziale, possono anche diventare una sfida per noi troppo pericolosa se i servizi di download non vengono adeguatamente compensati.”
Il Presidente e CEO di RIAA ha sottolineato che le entrate complessive dell’industria musicale sono scese a 12,27 bilioni di dollari nel 2005, rispetto ai 12,34 del 2004 (si consideri che nel bilancio RIAA 2005 sono contemplate voci nuove, come quelle relative ai telefoni cellulari, alle sottoscrizioni digitali, alla musica e ai video distribuiti in forma digitale, nonché ai c.d. chioschi digitali).
Nel 2005 le vendite ai distributori, sia per il settore digitale che per i supporti fisici, hanno totalizzato un’entrata di 7 bilioni di dollari. Per quanto concerne la distribuzione di album (a piena registrazione, con più tracce individuali divisi per 10), sia su supporto fisso che in formato digitale, gli introiti sono stati di 794,7 milioni di dollari nel 2005: il 3,9% in meno rispetto al 2004 (si noti che per il 2004 la voce si riferiva, invece, agli album comprendenti tutti i formati a piena registrazione, compreso quello video).
La vendita di prodotti su supporto fisico venduti (CD, DVD, cassette ecc.) è decresciuta del 7,6 % rispetto al 2004. Se si prende in considerazione il complesso di tutti i formati e dei canali di distribuzione (inclusi i mercati speciali), la vendita di prodotti su supporti fisici è scesa dell’8 % nel 2005 (749 milioni di unità totali nel 2005 sugli 814 milioni del 2004). Il valore di vendita di tutti questi prodotti, distribuiti su vari canali, è stato di 11,2 bilioni di dollari: il 7,9 % in meno rispetto al 2004. L’equivalente su vasta scala è stato di 6,4 bilioni di dollari nel 2005, con un crollo del 9 % dal 2004.
La vendita in formati per telefoni cellulari è ammontata a 170 milioni di unità : 421,6 milioni di dollari di entrate.
I video musicali online sono una nuova promessa. Ne sono stati venduti 1,9 milioni, per un valore di vendita di 3,7 milioni di dollari. Le vendite dei singoli in formato digitale sono cresciute del 163 % – da 139,4 milioni di unità nel 2004 a 366,9 milioni di unità nel 2005.
Le vendite di album digitali a piena registrazione sono cresciute del 198,5 %: da 4,6 a 13,6 milioni di unità . La sottoscrizione di servizi è anch’essa cresciuta: circa 1,3 milioni di persone ha aderito a questi servizi. Il valore di vendita per queste sottoscrizioni è stato di 149,2 milioni di dollari.
Ai sensi dei dati forniti dal Gruppo NPD, il 4,2 % delle persone che ha sottoscritto un abbonamento Internet si è avvalsa di un servizio per la distribuzione legale di musica online nel dicembre 2005, il massimo mai registrato.
Insieme ad altri fattori, come la competizione con altri settori dell’intrattenimento, le varie forme di pirateria – tra cui i siti per il download illecito, la masterizzazione e le vendite di CD contraffatti – continuano ad essere i fattori che più gravemente mettono a repentaglio la buona salute dell’industria musicale. L’impatto colpisce particolarmente le majors, poiché nella maggior parte dei casi sono le hits in cima alle classifiche di vendita ad essere scaricate illecitamente. SoundScan riferisce che i 100 album di maggior successo del 2005 hanno venduto, complessivamente, 128,1 milioni di unità nei negozi di dischi, rispetto ai 153,3 milioni del 2004.
Per quanto concerne la crescente sottoscrizione di abbonamenti Internet ad alta velocità , il traffico illecito in P2P sui siti più popolari è stato “messo in scacco”, grazie alla campagna di educazione portata avanti dall’industria musicali ed agli sforzi sanzionatori.
Tuttavia, il problema della pirateria nei campus si sta ingigantendo e costituisce una nuova sfida. La distribuzione di canzoni attraversi le reti interne dei campus, gli atti di pirateria su singole canzoni o su tutto l’album prima dell’ uscita sul mercato, quella su interi cataloghi di artisti tramite un solo clic in certi siti, sono sempre più popolari.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.