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Pakistan, cinema chiusi per protesta antipirateria

In Pakistan i cinema sono rimasti chiusi per un giorno la scorsa settimana, in segno di protesta contro l’assenza del governo nella lotta alla pirateria dei film.
Le associazioni di categoria del paese hanno detto che la maggior parte dei cinema pachistani, circa 300 in totale, ha aderito allo sciopero. “Chiuderemo i cinema una volta a settimana in marzo e poi sciopereremo per un’intera settimana in aprile” ha detto uno dei rappresentanti, Nadeem Mandviwalla.
Il problema deriva dalla valanga di copie pirata dei film, in vendita a poco prezzo nei mercati, perlopiù provenienti dall’indiana Bollywood. Sono pellicole molto apprezzate dai pachistani ma vietate nei cinema iraniani dal 1965, quando i due paesi hanno combattuto la seconda delle tre guerre che li hanno visti l’uno contro l’altro armati. I cinema faticano dunque a stare aperti, mostrando solamente film pachistani o occidentali. Mandviwalla ha detto che lo sciopero è un atto disperato degli operatori di settore che sopravvivono a fatica.
Il numero delle sale cinematografiche è più che dimezzato dagli anni Settanta, trasformandosi spesso in centri commerciali o negozi. “Il divieto di mostrare film indiani nei cinema non ha senso quando sono disponibili liberamente sul mercato. O ci permettono di trasmetterli o bisogna vietare le copie pirata” ha concluso.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.