Ora il copyright lo si viola anche con lo spam

Stando ad un sondaggio della Forrester Research, nella sola Gran Bretagna un preoccupante 22% dei consumatori che fanno acquisti on-line ha acquistato software attraverso lo spam.
Così oltre a violare la privacy del singolo, gli spammers violano anche le leggi sul copyright. In quanto ovviamente il software che pubblicizzano e commercializzano è tutt’altro che legale.
Non solo, ma insieme al software illegale è facile che l’incauto consumatore acquisti anche un bel virus contenuto nell’applicazione stessa, quando non invece un trojan, il quale a quel punto creerà una vera e propria rete di e-mail ‘ quelle di ogni compratore più quelle dei suoi contatti ‘ da bombardare con altro spam. E così via.
E se c’è chi compra, ovviamente gli spammer non hanno alcun motivo di desistere, se non proprio dall’allentare l’incredibile numero di mail non sollecitate che giornalmente riempiono le nostre caselle di posta virtuali. Sempre secondo la Forrester Research ben il 90% degli utenti della Rete riceve spam ogni giorno.
Il paradosso sta nel fatto che il sondaggio, condotto su richiesta della Business Software Alliance, ha rilevato che i prodotti più gettonati tra quelli venduti attraverso lo spam sono proprio applicativi il cui scopo è quello di… combattere lo spam!

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.