Nuova versione dell’Induce Act a opera dello U.S. Copyright Office

Lo U.S. Copyright Office ha redatto una nuova versione del Induce Act che ritiene possa fermare network come Kazaa o Morpheus, quindi programmi orientati al P2P senza arrecare pregiudizio, ponendoli al di fuori dell’ambito legale, ai lettori di file Mp3 o agli hard disk portatili deputati all’immagazzinamento di tali file.
Tale versione messa a punto è da ritenersi di portata meno generalista rispetto a quanto precedentemente fatto, rendendo più difficile per le aziende essere ritenute responsabili di violazioni di copyright. (Whoever intentionally induces another to infringe any of the exclusive rights in Sections 106(3), 106(4), 106(5) or 106(6) under subsection (a) shall be liable as an infringer. For the purposes of this subsection, “induces” means to commit one or more affirmative, overt acts that are reasonably expected to cause or persuade another person or persons to commit any infringement under subsection (a) of this section.)
Nonostante ciò le associazioni di consumatori e i fornitori di connettività temono che l’Atto anche nella sua nuova versione possa soffrire dei medesimi difetti dell’originale.
Il documento completo è a disposizione nel nostro Centro Documentazione.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.