Massiccia presenza di editori italiani alla London Book Fair

Torna a scommettere sulla London Book Fair l’editoria italiana. E partecipa con un numero sempre maggiore di case editrici a uno degli appuntamenti editoriali crescenti per lo scambio di diritti a livello internazionale, in programma a Londra dal 5 al 7 marzo. Una crescita che ha spinto gli organizzatori a spostare la manifestazione in un’area di maggiori dimensioni – l’ExCel Exhibition Centre – per far fronte alle richieste sempre più numerose di partecipazione.
In questa edizione 2006, che vedrà il Messico come ospite d’onore, saranno 1996 gli espositori, l’11% in più rispetto al 2005, provenienti da 110 diversi Paesi. L’Italia parteciperà con uno stand collettivo di 96 metri quadrati, che ospiterà 28 aziende (lo scorso anno erano 24) e oltre 400 volumi, realizzato dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) e dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in base all’intesa operativa con il Ministero delle Attività Produttive. Il Punto Italia (stand D-590) – che costituirà un punto informativo sull’editoria italiana e di incontro tra editori italiani e stranieri per favorire un confronto con gli operatori internazionali – sarà visitato lunedì, 6 marzo, alle 11.30 dall’Ambasciatore Italiano a Londra Giancarlo Aragona.
Quest’anno sarà invece dedicato al tema della traduzioni il consueto approfondimento formativo: “Getting Grants for Italian Book Translation” è infatti il titolo del seminario organizzato da AIE – e previsto lunedì, 6 marzo, dalle 15 alle 16.30 nella sala C6 Yellow Theatre – proprio sui contributi che enti pubblici e privati italiani erogano per la traduzione di opere italiane. Interverranno il responsabile dei progetti internazionali di AIE Piero Attanasio e Raffaella Colombo del SEPS (Segretariato Europeo per le Pubblicazioni Scientifiche).
Le cifre’ Due libri su dieci pubblicati in Italia sono tradotti da lingue straniere. Si assiste però a una progressiva riduzione del peso dei libri tradotti da altre lingue e pubblicati dalle case editrici italiane: da quasi il 25% della metà degli anni Novanta al 20-22% di oggi. Cresce quindi in Italia lo spazio occupato da autori italiani. L’area da cui proviene l’assoluta maggioranza delle traduzioni continua a essere quella di lingua inglese che con 7.394 titoli copre da sola il 63,1% (il 60,7% nel 2002).
Cresce anche la capacità delle case editrici di proporsi sui mercati stranieri. “L’editoria italiana – ha commentato il presidente dell’AIE, Federico Motta – torna ad essere attiva sui mercati esteri: la tendenza è confermata dallo sviluppo della capacità degli editori italiani di vendere diritti di edizione all’estero riscontrata in questi anni (si è passati dai 1.800 del 2001 ai 2.380 del 2003, registrando +32,2%). Per questo torniamo per il terzo anno a Londra, forti di nuove proposte non solo per il settore della varia, ma anche dei libri universitari – scientifici, medici, tecnici -, d’arte e religiosi”.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.