L’industria del software denuncia pesantissime perdite

Le software-houses hanno complessivamente perso $29 miliardi a causa della pirateria nel solo 2003, con un aumento delle perdite pari al doppio rispetto all’anno precedente.
Uno studio della BSA (Business Software Alliance) ha inoltre dimostrato che il 36-per-cento del software installato in tutto il mondo è piratato. Le perdite maggiori le subisce l’Europa dell’ovest ($9.6 miliardi nel 2003), seguiti dall’Asia e dal Nord America.
La colpa di queste enormi perdite la BSA le attribuisce alla grande diffusione dei canali peer-to-peer, dove gli utenti possono trovare un po’ di tutto, dalla musica ai libri al software, appunto, e senza pagare nulla. “Questi servizi di file-sharing stanno diventando un problema davvero serio per noi”, ha dichiarato Jeffrey Hardee, direttore per l’area dell’Asia-Pacifico della Business Software Alliance.
Il più alto tasso di software piratato si è riscontrato in Vietnam ed in Cina, dove il 92% dei programmi per computer sono risultati essere piratati. Seguono l’Ucraina con il 91%, l’Indonesia con l’88, lo Zimbabwe e la Russia con l’87%.
Il fatto che le maggiori perdite in termini economici siano però registrate nei paesi occidentali si spiega facilmente con la grandezza di quei mercati, e con la necessità ivi percepita di avere a disposizione software sempre più sofisticati.
Sempre secondo Hardee “nella regione dell’Asia-Pacifico i governi vogliono davvero sviluppare un forte settore dell’IT, ma per fare ciò dovranno lavorare per ridurre il livello di pirateria. E questo a sua volta non potrà che portare beneficio all’industria di questi paesi”.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.