La UCLA ferma i file-sharers

Si chiama UCLA Quarantine, ed è un processo creato dalla Università statunitense per impedire ai propri studenti di usufruire delle connessioni a banda larga che l’istituto mette loro a disposizione per violare il copyright attraverso i canali del peer-to-peer.
E’ quanto ha spiegato Jim Davis, il vice Cancelliere associato dell’istituto per l’IT al Comitato parlamentare degli Stati Uniti d’America incaricato di monitorare la situazione nei campus universitari.
E dopo aver stretto contratti economicamente favorevoli con i maggiori negozi on-line di download di brani musicali a pagamento, la UCLA ha deciso di affrontare il problema alla radice, sicché ora ogni qualvolta uno studente acceda ad un canale di P2P e tenti di scaricare un file protetto dal copyright, sul suo schermo appare un “flag” o banner che lo avvisa che sta violando il copyright dell’etichetta musicale o dello studio cinematografico che detiene i diritti su quel brano o film, e contestualmente si vede togliere ogni accesso alle risorse del PC che non siano quelle legate all’istituto universitario. A questo punto lo studente potrà facilmente porre fine la propria quarantena semplicemente rimuovendo i file che hanno prefigurato la fattispecie di reato dal proprio PC.
Nello sviluppare il software Quarantine la UCLA ha collaborato attivamente con gli Studios della Universal, che già da tempo usano il sistema denominato ACNS (Automated Copyright Notice System) per inviare a chi stia violando i loro diritti sull’opera un testo in formato XML ed un documento legale, tutto al fine di agevolare l’eventuale procedura legale.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.