La Gran Bretagna contro iTunes: troppo caro

L’Office of Fair Trade del Regno Unito ha presentato alla Commissione Europea lo scorso venerdì un reclamo contro il prezzo troppo alto dei brani che iTunes, servizio di download a pagamento della Apple Group, vende sul suolo britannico.
Una tabella esplicativa chiarisce che in effetti mentre per lo stesso brano un cittadino canadese paga $0.83 ed uno statunitense paga $0.99, un utente che viva nel Regno Unito si ritrova a dover spendere ben $1.53 (£0.79). Si tenga peraltro presente che negli altri paesi della Comunità Europea in cui iTunes è presente (Francia e Germania su tutti) il prezzo medio per brano risulta essere di $1.33 (‘0.99).
La Apple ha fatto sapere, attraverso un suo responsabile, che “i costi (che essa deve coprire per far funzionare il servizio, n.d.r.) variano decisamente da paese a paese”. Ma la Which, l’associazione dei consumatori britannici, ha rilevato che in realtà la musica on-line dovrebbe essere intesa come parte integrante del mercato comune della CE, e che di conseguenza una differenza del 20% rispetto al costo dello stesso brano acquistato in un altro paese della Comunità va assolutamente livellata.
Ma c’è anche chi ritiene che la differenza di prezzo sia dovuta al fatto che la Gran Bretagna non ha mai voluto cambiare la sua moneta per la moneta unica europea, ciò che si rifletterebbe in fluttuazioni anche sostanziali nei prezzi di uno stesso prodotto venduto nell’area dell’euro ed in quella della sterlina.
Che la musica sia un medium molto potente lo si sa. Rimane da vedere se lo è tanto da riuscire a trascinare il tradizionalissimo UK nel mondo della moneta unica.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.