La Gran Bretagna abbraccia le nuove Creative Commons

In questi ultimi mesi è tornata alla ribalta la cosiddetta ‘remix culture’, tanto popolare quanto illegale.
Ora nel Regno Unito si è deciso di utilizzare una nuova forma di licenza creata dall’organizzazione statunitense non-profit Creative Commons, e studiata proprio per mediare la popolarità dell’operazione di remixaggio con la sua illegalità .
L’utilizzo di questa licenza permette di fatto ad autori e musicisti di decidere quali limiti fissare nello sfruttamento delle loro creazioni da parte di terzi ‘ si tenga presente che la legge sul copyright prevede che ogni diritto sull’opera spetta all’autore della stessa, sicché chiunque voglia utilizzarla per creare un opera nuova deve prima passare attraverso un calvario burocratico fatto di avvocati e permessi vari.
Ora, a partire dal primo di novembre, i DJ britannici ‘ e con essi chiunque ne sia interessato ‘ potranno al contrario usufruire di questa nuova licenza e remixare musica altrui senza più incorrere in problemi legali.
Il caso certamente più noto a tutt’oggi è certamente “The Grey Album”, opera del DJ britannico Dangermouse, che remixò insieme le parti rappate del “Black Album” dell’artista statunitense Jay-Z con brani e samples tratti dal “White Album” dei Beatles. L’etichetta dei Beatles si mosse senza perdere tempo, ed ottenne un’ingiunzione affinché i file mp3 dell’opera di remix venissero tolti dai vari siti Internet in cui erano stati uploadati e messi a disposizione del pubblico.
Sempre la EMI ora dovrà correre ai ripari per la recente distribuzione in Rete di ‘A Night At The Hip-Hopera’, creata dai DJ britannici The Kleptones remixando insieme brani dei Queen con rap delle più famose star dell’Hip-Hop (si veda la news ‘Una notte all’Hip-Hopera’, pubblicata il 28/09/2004).
Il prossimo mese la rivista inglese Wired magazine conterrà un CD, distribuito con licenza Creative Commons, il quale permetterà a chiunque di remixare brani di artisti del calibro dei Beastie Boys, di David Byrne e della leggenda del bossa nova Gilberto Gil.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.