La Commissione Europea risponde all’interrogazione scritta del deputato Zingaretti sull’equo compenso per copia privata

Lo scorso ottobre 2006 l’eurodeputato Nicola Zingaretti (PSE) aveva presentato alla Commissione una interrogazione scritta (E-4663/06) dal seguente tenore:
Oggetto: Equo compenso per copia privata
La Commissione europea è in procinto di proporre al collegio una raccomandazione mirante a eliminare l’equo compenso per copia privata previsto dall’art. 5, par. 2, lettera b) della direttiva 2001/29/CE .
Ciò equivarrebbe al tentativo di modifica della disciplina data dalla direttiva sopramenzionata.
La direttiva 2001/29/CE prevede che il sistema dell’equo compenso per copia privata possa essere riconsiderato solo una volta che siano disponibili misure tecnologiche interoperabili idonee a consentire ai titolari dei diritti di gestire i contenuti impedendo o limitando atti aventi per oggetto un contenuto protetto e che non siano stati autorizzati dal titolare del diritto d’autore o dei diritti connessi.
1. Può la Commissione illustrare le ragioni per le quali essa non ritiene di consultare il Parlamento su questo tema’
2. Può la Commissione precisare se le necessarie misure tecnologiche interoperabili sono ad oggi disponibili, quale ne è la diffusione tra le PMI e quale è la loro efficacia per la salvaguardia dei diritti di proprietà intellettuale e per il normale utilizzo del contenuto da parte dei consumatori’
3. Può la Commissione spiegare in quali termini l’eliminazione dell’equo compenso per copia privata è in linea con gli impegni presi dalla Comunità europea nell’ambito della Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche e dei trattati conclusi nell’ambito dell’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, che riconoscono ai titolari del diritto d’autore e dei diritti connessi il diritto esclusivo di autorizzare la riproduzione dei contenuti’

Questa la risposta data dal signor McCreevy a nome della Commissione (26/1/2007):
La Commissione ha tenuto regolarmente sotto controllo gli Stati membri nell’applicazione della nozione di equo compenso per copia privata, introdotto dalla direttiva 2001/29/CE. La direttiva non specifica che forma debba assumere l’equo compenso, purché le modalità prescelte garantiscano che esso venga fornito in modo conforme agli obiettivi della direttiva 2001/29/CE e alle pertinenti disposizioni del trattato CE. Il monitoraggio ha rivelato che i meccanismi di compenso sotto forma di prelievi, legati ai prodotti, sono stati estesi a una serie di dispositivi di memorizzazione digitale.
L’articolo 5, paragrafo 2, lettera b) della direttiva 2001/29/CE prevede che i sistemi di equo compenso devono tenere conto dell’applicazione o meno delle misure tecnologiche di protezione.
La nozione di “equo compenso” è stata introdotta dalla direttiva 2001/29/CE come strumento per compensare i titolari di diritti per atti che rientrano nell’eccezione della copia privata. La Commissione non intende abolire l’equo compenso.
Il fatto di tenere in considerazione le misure tecnologiche di protezione nel calcolo dei prelievi rappresenta solo un aspetto, per quanto importante. L’applicazione di tali sistemi dovrebbe tenere conto degli interessi di tutti i titolari di diritti.
La Commissione non prevede attualmente di presentare alcuna raccomandazione in merito alle questioni sollevate dall’onorevole parlamentare.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.