La cache di Google non viola il diritto d’autore

Una corte federale del Nevada ha stabilito che le versioni cache dei siti Internet che il noto motore di ricerca Google memorizza nei suoi servers non costituiscono violazione delle norme a tutela del diritto d’autore.
Il caso è nato da una denuncia di un autore, Blake Field, che ha accusato Google di aver mantenuto una versione di una storia da lui scritta, pubblicata nel proprio sito e poi rimossa. La Corte ha dichiarato che l’autore non aveva usato una funzione disponibile di configurazione del proprio sito che impediva l’archiviazione della pagina.
La Corte ha inoltre che l’attività di Google rientra nel cosidetto “safe harbour” previsto dal Digital Millennium Copyright Act, che protegge database, ISP e altri servizi online che non esercitano un controllo diretto sul contenuto immesso.
Google aveva a lungo offerto all’autore una possibilità di
“La decisione chiarisce che la Cache di Google è legale e spazza via tutte le questioni che hanno preoccupato l’industria dei motori di ricerca,” ha dichiarato Fred von Lohmann, senior staff attorney per Electronic Frontier Foundation. “La decisione dovrebbe aiutare Google nella difesa nelle cause che sono state promosse dagli editori riguardo il Google Library Project.”

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.