Kazaa raggiunge un accordo con l’industria discografica e diventa un servizio legittimo

Dopo quattro anni di dispute legali, l’industria discografica e i titolari della rete p2p Kazaa, hanno raggiunto un accordo extragiudiziale globale.
L’accordo, annunciato oggi dalle organizzazioni di settore che rappresentano i produttori discografici statunitensi e di tutto il mondo (rispettivamente RIAA e IFPI), interessa tutte le operazioni internazionali di Kazaa e porta a termine il procedimento legale intentato dalle case discografiche contro gli operatori del servizio online in Australia e negli Stati Uniti.
In base ai termini dell’accordo, Kazaa ha accettato di pagare una somma sostanziale per compensare i danni subiti dall’industria discografica. Kazaa introdurrà inoltre un sistema di filtraggio che impedirà la condivisione di materiale protetto da diritto d’autore.
“Kazaa era un servizio di file sharing che, violando i diritti degli autori e dei produttori discografici, ha causato gravi danni all’industria musicale – ha dichiarato John Kennedy, Chairman e CEO di IFPI. Le cause intentate contro Kazaa in varie giurisdizioni del mondo hanno dato risultati positivi, costringendo il servizio ad intraprendere una transizione verso un modello di distribuzione online legale”.
“E’ il risultato migliore immaginabile per l’industria musicale. Kazaa, oltre a dover pagare danni considerevoli, diventerà un’importante partner dell’industria discografica nell’affermazione di modelli legali di distribuzione digitale.”
“E’ certamente una buona notizia per la comunità musicale e per il mercato musicale online legale – ha dichiarato Mitch Bainwol, Chairman e CEO della RIIA, l’associazione dei discografici americani. Si tratta di un ulteriore e fondamentale passo nel continuo sviluppo legale del mercato online. I vincitori sono i consumatori, gli artisti, le case discografiche e tutti coloro che fanno musica nonché i nostri partner nella comunità tecnologica.”
“Poco più di un anno fa, la Corte Suprema degli USA ha trovato un compromesso saggio tra la tutela dell’innovazione tecnologia e i diritti di coloro che creano contenuti” – ha aggiunto Mitch Bainwol. Questa decisione significativa ha posto le basi per uno sviluppo del mercato legale e ha dato una chiara indicazione che i servizi basati sulla condivisione illegale di file musicali dovranno diventare legittimi o chiudere.
Questo accordo è diretta conseguenza di un’importante decisione della Corte Federale Australiana che ha ritenuto Kazaa colpevole di promuovere la diffusione illegale di materiale musicale protetto. Inoltre segue alcune importanti cause intentate negli Stati Uniti da case discografiche, editori musicali e produttori cinematografici, contro Kazaa, Grokster e Streamcast.
Il caso contro Grokster e Streamcast è giunto sino alla Corte Suprema degli Stati Uniti che, nel giugno 2005, ha decretato che individui o aziende che promuovono la violazione del diritto d’autore, devono essere ritenute responsabili secondo le normative vigenti.
Successivamente all’emissione di questa sentenza, nello scorso novembre, Grokster ha siglato un accordo con le case discografiche e i produttori cinematografici.
Kazaa è una delle più famose piattaforme utilizzate per lo scambio illegale di brani musicali e film protetti e, nel suo momento di maggiore diffusione, ha raggiunto un picco di 4.2 milioni di utilizzatori simultanei. Nel 2003, Kazaa è diventato il software più scaricato nella storia dell’informatica con 239 milioni di download. Lo scambio illegale di file su Kazaa ha causato significativi danni all’industria legittima così come dimostrato dai numerosi studi indipendenti che hanno evidenziato lo stretto legale fra il file sharing non autorizzato e il calo delle vendite legali.
Questo accordo coincide con la pubblicazione da parte di IFPI di un nuovo rapporto che analizza in dettaglio la pirateria musicale digitale. Tale documento, intitolato ” Proteggere la Creatività nella Musica”, descrive un anno di grandi cambiamenti nel mercato della musica digitale, durante il quale molti servizi illegittimi si sono legalizzati o hanno interrotto la loro attività . Tra i più noti: Grokster, iMesh e Bearshare negli USA, Ezpeer a Taiwan, Soribada in Corea, e ora Kazaa.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.