In Europa ci si auspica una licenza unica

Il nuovo mercato dei media digitali sta già soffrendo nel vecchio continente.
Il problema non sta nei contenuti, bensì nel modo ‘ meglio, gli innumerevoli modi ‘ in cui il Digital Rights Management (DRM) è applicato in Europa. E’ quanto un gruppo che raccoglie svariate società dell’IT sta cercando di far capire agli addetti ai lavori, sia in seno alla Commissione Europea, sia nei singoli stati.
La scorsa settimana, ad un meeting tenutosi a Dublino in materia di proprietà intellettuale, questo gruppo ha chiesto proprio all’organo europeo di sviluppare una singola licenza con validità territoriale estesa a tutti gli stati dell’Unione Europea. Francisco Mingorance, direttore per la public policy della Business Software Alliance ha infatti spiegato che gli svariati balzelli in vigore nei singoli stati sono i responsabili per la lievitazione dei costi dei digitali media players, con picchi del quaranta-per-cento.
Questa può essere una valida spiegazione del perché no ci siano ancora servizi di download a pagamento di file musicali pan-europei. “Ma come potremmo mai iniziare un business con un qualche successo di riuscita in questo momento'”, il commento dello stesso Mingorance.
Così a tutt’oggi i servizi di download di file musicali a pagamento nel vecchio continente sono 64, ma sono molti di meno ‘ tra questi iTunes della Apple ed il non ancora attivo Sony Connect ‘ quelli che sono riusciti ad ottenere le licenze necessarie per operare in più di un territorio, mentre nessuno di essi può operare in più di tre paesi dell’UE.
Va detto che la stessa Commissione Europea ha a più riprese espresso la sua preoccupazione per un mercato sommerso da troppi formati di media players differenti, ciò che si ritiene non farebbe altro che confondere gli utenti finali.
Così se si pensa che il problema del DRM potrebbe richiedere anni prima che si giunga ad una soluzione che accontenti tutte le parti in causa, si è anche fermamente concordi nel ritenere appunto che la Commissione Europea potrebbe dare un aiuto sostanziale alla nascente industria dei diritti digitali se riuscisse a sviluppare una singola licenza la cui estensione territoriale copra tutto il territorio dell’Unione.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.