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In Canada le case discografiche pianificano una intensa attività di lobbying

In previsione delle consultazioni relative alla nuova legge in materia di copyright previste per il prossimo autunno, le aziende del settore discografico canadese stanno pensando a porre in essere una intensa pressione sia in campo istituzionale che nei confronti della pubblica opinione affinché il progetto di legge sia realizzato in modo da contrastare efficacemente la pirateria originata dall’illecito utilizzo dei sistemi P2P.
Canadian Recording Industry Association ha quindi lanciato una campagna nazionale denominata “Products of the mind” a sostegno della quale ha diffuso i risultati di alcune indagini di natura statistica sul fenomeno.
Secondo quanto riportato da CRIA in Canada, il sesto mercato mondiale in campo discografico, di 14 file scaricati dalla rete in modo illecito solo uno origina conseguenze sul piano legale per l’autore dell’atto.
L’avvento del P2P è coinciso con una diminuzione nelle vendite al dettaglio del 41% tra il 1999 e il 2005.
Le ricerche realizzate dalla società Pollara hanno evidenziato anche che i canadesi compresi nella fascia di età che va dal 12 ai 24 anni è responsabile del 78% degli ‘scaricamenti’ illeciti di brani musicali.
Una ulteriore indagine realizzata da Environics indica che il 49% della popolazione compresa tra i 18 e i 29 anni ritiene di non fare nulla di male scaricando musica senza la necessaria autorizzazione in quanto ‘prassi comune’.
Graham Henderson, Presidente CRIA, sostiene che il nuovo assetto normativo canadese dovrebbe rispecchiare fedelmente quanto enunciato nei trattati WIPO.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.