Il Parlamento europeo vota la proposta di direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d’autore

La commissione giuridica (JURI) del Parlamento europeo nei giorni scorsi ha approvato all’unanimità la relazione del Relatore Sig.ra Marielle Gallo sulla proposta di direttiva della Commissione europea sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e delle licenze multi-territoriali di opere musicali nel mercato interno.
La relazione del Parlamento europeo sottolinea l’importante ruolo della società di gestione collettiva per la promozione e la tutela della diversità culturale, consentendo ai titolari dei diritti di percepire un compenso per gli usi delle loro opere che non possono controllare, in particolare nei mercati stranieri. Inoltre, il Parlamento europeo ricorda l’importante ruolo sociale e culturale di queste società che contribuiscono alla diversità delle espressioni culturali, consentendo l’accesso al mercato ai repertori meno popolari.
Queste caratteristiche rendono le società di gestione collettiva diverse dagli altri fornitori di servizi, ed è uno dei motivi per cui il rapporto si propone di eliminare il riferimento alla direttiva sui servizi.
Per preservare questo fondamentale ruolo delle società di gestione collettiva, il Parlamento europeo accoglie con favore l’iniziativa della Commissione europea di promuovere la trasparenza e il buon governo societario. In particolare, il PE propone di garantire un maggiore controllo da parte dei titolari dei diritti sulle attività delle società di cui sono membri, attraverso il rafforzamento del potere dell’assemblea generale dei soci sulle politiche generali della società . Inoltre, si vuole garantire condizioni eque di mercato e consentire agli Stati membri di applicare gli stessi requisiti di trasparenza anche alle società commerciali che si dedicano alla gestione dei diritti, così come altri enti di gestione dei diritti.
Le società di autori europee hanno ricordato che oltre il 60% della remunerazione complessiva dei titolari dei diritti in tutto il mondo proviene dall’Unione Europea (4,6 miliardi di euro), e che il mercato digitale sta crescendo in modo significativo essendoci oggi più di 260 servizi di musica on-line nell’Unione Europea, che offrono oltre 30 milioni di brani da diversi repertori in ogni stato membro.
Inoltre, le entrate relative al diritto d’autore in ambiente digitale da parte dell’Unione europea sono raddoppiate negli ultimi quattro anni, e attualmente sono superiori a 120 milioni di euro all’anno. Dal 2010 al 2011 vi è stato un crescita del settore del 54%.
Le società di autori europee devono essere aggiornate al fine di soddisfare le esigenze dei creatori, dei consumatori e degli utenti, in un mercato globale in crescita. In questo processo, i creatori devono rimanere al centro del processo decisionale delle società di gestione collettiva.
Un quadro armonizzato per la cooperazione tra le società di gestione collettiva , con elevati standard di trasparenza e di governance è più che mai necessario per sostenere e monitorare l’andamento del settore, al fine di semplificare in modo efficiente la concessione di licenze multi-territoriali, assicurare la disponibilità transfrontaliera di una offerta culturale europea diversificata e una maggiore remunerazione per i creatori europei.
Le discussioni tra il Parlamento europeo, Consiglio e Commissione inizieranno a settembre e si prevede che cederanno il passo a un miglioramento del testo in modo da garantire una economia culturale digitale dinamica e un futuro sostenibile per la creazione in Europa.
Fonte: http://institutoautor.org/story.php?id=3802

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.