Il Parlamento europeo respinge il trattato ACTA

Il Parlamento europeo ha definitivamente respinto il trattato di anticontraffazione ACTA, impedendo che questo accordo internazionale controverso, che secondo i detrattori minaccia le liberta’ individuali e in particolare quelle degli utenti di internet, venga ratificato dall’Unione Europea.
E’ stata la prima volta che il Parlamento ha esercitato le sue nuove competenze in materia di trattati commerciali internazionali: 478 deputati hanno votato contro ACTA, 39 a favore e 165 si sono astenuti.
“Sono molto felice che il Parlamento abbia deciso di seguire la mia raccomandazione di respingere ACTA”, ha affermato il relatore David Martin (gruppo S&D) dopo il voto. Tuttavia, ha aggiunto il relatore, l’UE deve trovare vie alternative per proteggere la proprieta’ intellettuale.

Le reazioni delle industrie creative d’Europa
“Prendiamo atto della decisione del Parlamento Europeo di rigettare l’accordo ACTA senza attendere il parere della Corte di Giustizia UE, ma non possiamo non denunciare gli ennesimi paradossi a cui abbiamo assistito in questa vicenda”. E’ di grande amarezza il primo commento del Presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo, alla luce del voto del Parlamento europeo su ACTA.
“Le norme contenute nell’accordo bocciato ” ha proseguito Polillo – ” sono già all’interno dell’ordinamento italiano e della maggior parte dei Paesi firmatari: ACTA aveva la sola funzione di armonizzare queste norme. Come troppo spesso accade quando si trattano i temi della proprietà intellettuale, le falsità diffuse da chi è interessato a continuare ad approfittare e trarre illeciti guadagni dal lavoro altrui ed amplificate artatamente in nome di un presunto “popolo del web” sono state fatte proprie dal decisore politico che continua a rincorrere istanze populistiche di cui non è in grado di comprendere l’origine, mostrando una persistente incapacità di capire le dinamiche della comunicazione in rete. Il tutto a scapito del lavoro intellettuale e dell’industria dei contenuti, un settore produttivo che dovrebbe fungere da spina dorsale per rilancio economico del vecchio continente e che invece rischia l’estinzione a causa di decisioni come questa”.
“Ancora ” ha concluso, “è paradossale che i legislatori si riempiano la bocca parlando di politiche culturali e contemporaneamente decidano di continuare a proteggere chi uccide la cultura e la ricerca. Così come è paradossale che le tesi mistificatorie di chi vuole distruggere la proprietà intellettuale trovino solerti sostenitori anche su quei mezzi di informazione che fondano proprio sul lavoro intellettuale la propria attività e che rischiano di essere spazzati via dal saccheggio non autorizzato dei propri contenuti”.

Le imprese europee innovative dei settori manifatturieri e creativi ritengono che il voto del Parlamento europeo sarà pregiudizievole per la proprietà intellettuale, l’occupazione e l’economia europee. Con questa decisione sull’ACTA, l’UE ha perso un’occasione per tutelare le sue industrie creative e innovative nel contesto del mercato internazionale.
“L’ACTA è uno strumento importante per promuovere l’occupazione e la proprietà intellettuale in Europa. Purtroppo, al Parlamento europeo il trattato è partito con il piede sbagliato, e le sue motivazioni più autentiche e significative andranno perdute” pronuncia Anne Bergman-Tahon, Direttrice della FEP (Federazione degli Editori europei), uno dei membri della coalizione di oltre 130 organizzazioni che sostengono l’ACTA.
Molti parlamentari europei avevano auspicato l’attesa del parere della Corte Europea di Giustizia per poter prendere una decisione definitiva. Frances Moore, CEO dell’IFPI, commenta: “A questo punto attendiamo la sentenza della Corte Europea di Giustizia, ed esortiamo il Parlamento europeo a fare dell’efficace tutela della proprietà intellettuale una delle principali priorità della nostra politica commerciale con i paesi terzi”.
I diritti di proprietà intellettuale rimangono il motore della competitività globale dell’Europa e uno stimolo alla crescita dell’economia e dell’occupazione. Nell’attuale congiuntura economica la loro tutela è particolarmente importante oltre i confini dell’UE. “L’Europa potrebbe avere colto l’occasione di sostenere un importante trattato che migliora le norme della proprietà intellettuale sul piano internazionale. Ci aspettiamo che l’ACTA andrà avanti senza l’UE, e sarà una perdita non da poco per i 27 Stati membri” afferma Alan C. Drewsen, Executive Director dell’INTA (International Trademark Association).
Le discussioni sull’ACTA rappresentano il maggiore negoziato multilaterale concluso nel quadro costituzionale dopo il Trattato di Lisbona. Secondo Thomas Boué, Director Government Affairs, EMEA della BSA (Business Software Alliance): “la violazione dei diritti di proprietà intellettuale rappresenta un problema enorme in Europa e esiste una necessita’ evidente di promuovere norme internazionali e migliori procedure per far rispettare i diritti della PI. ACTA servirebbe come un importante passo in avanti nelll’elevare gli standard globali per la protezione dei diritti della PI. E’ un vero peccato che il trattato si sia impantanato in questioni inter-istituzionali e che questo tipo di considerazioni abbia alla fine pregiudicato l’intero processo”.
“Pur comprendendo gli sforzi del Parlamento europeo di essere visto come un organo attento alle preoccupazioni dei cittadini, le nostre organizzazioni, che rappresentano settori che danno lavoro a più di 120 milioni di persone in Europa, hanno sostenuto l’approvazione dell’ACTA”, dice Jeffrey P. Hardy, Direttore di ICC-BASCAP.
“Il Parlamento europeo dice no all’ACTA ma sottolinea che il ‘coordinamento globale della PI è indispensabile’. Rispettiamo questa posizione,” dice Johannes Studinger, a capo del sindacato globale UNI MEI Global Union. “In effetti, nell’economia digitale globale, la crescita sostenibile delle industrie creative richiede un’efficace tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Ma le politiche di protezione prive di un forte impegno internazionale sono inefficaci. Chiediamo alle istituzioni europee di lavorare insieme anziché opporsi l’una all’altra trasformando l’impegno comune in politiche efficienti”.
I soggetti che mettono in questione l’ACTA invocano vari principi e preoccupazioni. “Purtroppo, il dibattito sull’ACTA è stato inquadrato in termini di censura e di ‘smantellamento dell’internet’ piuttosto che in termini di tutela della base economica dell’occupazione in Europa,” dice Dominick Luquer, Segretario Generale della FIA (Federazione Internazionale degli Attori).
“Contrariamente a molte dichiarazioni rilasciate, i diritti fondamentali della persona sono pienamente rispettati dall’ACTA, e a questo proposito attendiamo con fiducia la sentenza della Corte Europea di Giustizia,” afferma Dara MacGreevy, Anti-Piracy Director dell’ISFE, che rappresenta il settore europeo dei video game.
“Guardando al futuro, siamo convinti che i politici europei debbano continuare il loro lavoro per la tutela in Europa e nel mondo dei diritti di proprietà intellettuale, che sono un pilastro dei nostri settori di produzione e innovazione. Siamo incoraggiati dalle dichiarazioni fatte oggi al Parlamento europeo, che ribadisce che il voto di oggi non è un voto contro l’applicazione e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale. I settori di produzione e innovazione di tutta Europa guardano ora agli altri firmatari dell’ACTA per la tutela dei loro diritti internazionali”, dice Alberto Paccanelli, CEO, Presidente di EURATEX (Organizzazione Europea per il Settore Tessile e Abbigliamento).

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.