Il Parlamento Europeo in merito al progetto di legge sul brevetto software

Ancora sugli scudi il brevetto software all’interno del Parlamento Europeo. Nel corso di un dibattito parlamentare svoltosi lo scorso giovedì sono emerse molte divisioni che rendono complessa l’eventuale realizzazione di emendamenti al testo in discussione.
La legge sul copyright è al centro di un aspro dibattito.
Da un lato i fautori di una maggiore flessibilità nella concessione dei brevetti nel campo del software assicurando così una protezione maggiore ai programmi per elaboratore allo scopo di stabilizzare nel tempo il flusso economico derivante dagli stessi, dall’altra tutti coloro i quali sostengono che l’unico effetto dell’introduzione di una diffusa brevettabilità del software sarebbe la creazione di ostacoli alla ricerca che impedirebbero di fatto l’innovazione tecnologica.
Anche le opinioni degli stessi parlamentari in merito al progetto rispecchiano le differenti vedute precedentemente citate.
L’irlandese Brian Crowley sostiene che il testo in discussone non debba essere emendato in quanto nonostante tutto ciò che sostengono i gruppi che si battono contro la brevettabilità del software, questa non porterebbe sostanziali modifiche all’attuale assetto normativo.
Michel Rocard, responsabile per la cosiddetta ‘seconda lettura’ ha invece asserito, sposando la tesi degli oppositori, che il testo vada profondamente rivisto per non creare notevoli pregiudizi allo sviluppo del settore.
Secondo Jonas Maebe di Foundation for a Free Information Infrastructure è difficile prevedere chi prevarrà , egli aggiunge anche il processo decisionale è influenzato dal fatto che vi sia un limite temporale vicino (giugno) e che la decisione presa in ‘seconda lettura’ comporta, per l’approvazione degli emendamenti, la presenza di una maggioranza maggiormente difficile da raggiungere: è infatti necessario il raggiungimento di quella assoluta senza tenere conto di eventuali assenze dei rappresentanti nel corso della votazione.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.