Il Copyright Office statunitense propone regole per l’utilizzo delle registrazioni dei brani musicali

Il Copyright Office statunitense ha proposto un regolamento per l’utilizzo delle registrazioni fonografiche in servizi di trasmissione sia gratuiti sia a pagamento. Le tipologie di servizio interessate dal provvedimento sono indicate nel seguente elenco: ‘preexisting subscription services, preexisting satellite digital audio radio services, business establishment services, nonsubscription services and new subscription services’. I soggetti precedentemente indicati si avvalgono del sistema di licenza obbligatorio previsto dalle Sezioni 112 e 114 del Copyright Act.
L’ufficio del Copyright statunitense aveva richiesto da tempo che le parti interessate raggiungessero un accordo in merito alla tipologia di dati che l’utilizzatore deve comunicare al cosiddetto Receiving Agent, la collecting society incaricata della raccolta delle royalty relative alle summenzionate fattispecie.
Ora pur dando atto che utenti e SoundExchange, Inc. (che si occupa appunto del recupero di quanto dovuto) stanno cercando di trovare un accordo, in assenza di una concreta materializzazione dello stesso, il C.O. ha deciso di stabilire provvisoriamente, in modo autonomo, le regole per la corretta trasmissione dei dati relativi all’utilizzo dei brani, necessari per una corretta ripartizione della raccolta.
L’Ufficio ha stabilito sei tipologie di dati da fornire:
-la denominazione del servizio audio digitale che ha utilizzato il brano;
-il codice della categoria di trasmissione che identifica che tipologia di royalty è dovuta per l’utilizzo;
-il nome dell’artista cui è attribuito il brano trasmesso;
-il titolo del brano;
-l’International Standard Recording Code (‘ISRC’) o, in assenza del codice il titolo dell’album e della società che lo commercializza;
-il numero delle esecuzioni o in assenza dello stesso l’ ‘Aggregate Tuning Hours’ovvero il numero totale di ore di programmazione moltiplicato per il numero degli utenti che hanno avuto accesso al servizio e in aggiunta il nome del programma nel quale la registrazione è stata utilizzata.
Il Copyright Office in considerazione del costo elevato generato da un eventuale invio dei dati in formato cartaceo ha optato per l’utilizzo di una reportistica in formato digitale per i quali ha anche dettagliatamente specificato le modalità di elaborazione.
Per maggiori informazioni:
http://www.copyright.gov/fedreg/2005/70fr21704.html

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.