Il cellulare come l’iPod

Così lo vedono alla Musiwave, la società che ha realizzato il servizio di download di brani musicali a pagamento per la Vodafone. Stando al suo fondatore, Gilles Babinet, infatti, ‘in Europa i cellulari sono probabilmente il medium che meglio può competere con servizi come iTunes, che qui è molto meno sviluppato rispetto agli Stati Uniti d’America’.
In America infatti i servizi di questo tipo sono prevalentemente basati sui PC. Alla meglio l’utente può trasferire un brano musicale scaricato sul proprio PC dallo stesso al suo telefonino. Ma in Europa ed in Asia le cose vanno diversamente. Il PC non è così integrato nella vita di tutti i giorni degli utenti. Ma il cellulare sì.
In più ora la nuova generazione di telefonini ‘ la cosiddetta G3 ‘ si muove su banda larga, e questo non può che tornare a favore di società quali la Musiwave, che oltre alla musica vuole portare sul cellulare anche filmati più o meno lunghi. Né le ditte di telefonia mobile sono rimaste ferme di fronte ai dati che parlano di $4.1 miliardi spesi solo lo scorso anno per l’acquisto di suonerie telefoniche che riproducano pochi secondi di una determinata canzone.
Certo, il DRM presenta non pochi problemi, ma ora ciò che è successo sulla Rete può venir preso come lezione da imparare, e difficilmente l’industria discografica farà due volte lo stesso errore. Nessuna connessione tra telefonino e PC, dunque. Nessuna possibilità di interoperabilità .

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.