Il braccio di ferro commerciale tra USA e Brasile coinvolge i comparti legati alla protezione della Proprietà Intellettuale

L’accesa disputa di natura commerciale tra il Brasile e gli Stati Uniti potrebbe nuocere in modo pesante anche all’economia statunitense.
Il Brasile infatti ha deciso di rispondere alla politica economica degli USA nel comparto agricolo, che prevede l’erogazione di sovvenzioni ai coltivatori di cotone tali da nuocere in modo significativo ai colleghi e concorrenti brasiliani, ‘sospendendo’ la protezione brevettuale e del copyright ai prodotti statunitensi commercializzati in Brasile.
Si può ben comprendere l’effetto che potrebbe avere una tale iniziativa, in un Paese già martoriato dal fenomeno della pirateria, sui redditi delle aziende del settore dell’entertainment o su quelle del settore IT o, in generale, su tutte le aziende che hanno nella protezione della proprietà intellettuale uno dei pilastri della propria attività .
Neil Turkewitz, executive vice president di Recording Industry Association of America, afferma che si tratterebbe in pratica di ‘pirateria di Stato’.
Secondo gli esperti la strategia brasiliana intende utilizzare l’industria statunitense legata alla protezione della proprietà intellettuale per fare pressioni sul governo USA affinché modifichi la propria politica a sostegno dei coltivatori di cotone nazionali.
Secondo Dan Glickman, attualmente chief executive di MPAA e, in precedenza, segretario dell’agricoltura nell’amministrazione Clinton, il Brasile corre invece il rischio che un’escalation dei provvedimenti restrittivi dei due Paesi metta ancora più in crisi il Paese.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.