Guerra tra SDMI e il team di Princeton

Nelle scorse ore il tema di esperti di Princeton ha spiegato perché tutti i sistemi di sicurezza messi a punto dalla SDMI per la protezione dei brani musicali digitalizzati sono stati craccati e sono craccabili.

La SDMI ieri aveva affermato che delle cinque tecnologie di sicurezza solo due erano state superate. Secondo Edward Felten, capo del team di Princeton, le dichiarazioni della SDMI non corrispondono alla realtà , poiché il concorso era articolato in due fasi: la prima, a cui ha partecipato Princeton, e la seconda, alla quale si poteva accedere solo firmando un documento con il quale ci si impegnava a non diffondere notizie su quanto sarebbe accaduto o sulle tecnologie impiegate, senza la preventiva approvazione di SDMI.

Il team di Princeton decise di fermarsi al primo “step” e di dare a Salon.com l’occasione per parlare del cracking su tutte le tecnologie messe a punto dalla SDMI.
Secondo Felten e colleghi, infatti, gli attacchi “sferrati” a quei sistemi dal team di Princeton semplicemente non sono stati considerati dalla SDMI proprio perché il team non ha acceduto al secondo step.

Felten ribadisce che fin dal primo step insieme ai suoi ricercatori aveva violato tutti quei codici e ha anticipato che a breve verrà pubblicato uno studio che dimostrerà quanto accaduto anche sul piano tecnico. A questo punto, per conoscere la verità e probabilmente il futuro, se ci sarà , della SDMI, non rimane che attendere.
La redazione – Fonte: Wired – CNN

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.