Giudice statunitense: FCC ha esagerato con il DRM

Il giudice statunitense Harry Edwards ha affermato che FCC, la Federal Communications Commission, ha “passato il segno”, è andata al di là dei propri compiti, nel momento in cui ha richiesto l’introduzione, negli apparecchi utilizzati per captare i segnali audiovisivi in digitale, di una tecnologia di Digital Rights Management che impedisse agli utenti di registrare liberamente i programmi diffusi dalle Reti.
Gli strumenti interessati dall’iniziativa di FCC comprendevano, televisori, schede video per PC in grado di recepire i predetti degnali audiovisivi, video registratori, lettori DVD e apparecchiature similari.
FCC infatti riteneva di detenere un potere accessorio che consentisse alla stessa non solo di determinare le modalità per la trasmissione dei programmi, ma anche le modalità di ricezione degli stessi.
Questo anche in assenza di una esplicita pronuncia del Congresso che pur non avendo autorizzato la Commissione a decidere non aveva neanche formalmente vietato la cosa.
Il giudice Edwards ha invece asserito che FCC non può decidere in tal senso in quanto la determinazione delle modalità di ricezione non fa parte dei compiti assegnati alla Commissione.
Un colpo abbastanza duro per l’industria dell’entertainment preoccupata dall’avvento delle trasmissioni in digitale che assicurano la diffusione e quindi la ricezione di programmi con un’alta qualità e definizione delle immagini.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.