EFF: il copyright digitale va contro i consumatori, gli scienziati e la concorrenza

A sette anni dalla approvazione del Digital Millennium Copyright Act (DMCA) negli Stati Uniti, Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato il rapporto intitolato “Unintended Consequences: Seven Years Under the DMCA“, dove l’associazione racconta i casi in cui le misure previste dal DMCA siano state di impedimento alla libera espressione e la ricerca scientifica, la concorrenza e l’innovazione. Il rapporto aggiorna la versione precedente, del 2003.
In particolare il rapporto si sofferma sulle vulnerabilità del “rootkit” Sony BMG a protezione dei CD musicali, scoperte da uno studente americano di Princeton, il quale ha aspettato settimane prima di rivelare i problemi di sicurezza di questo software, per potersi consultare con i propri legali al fine di verificare potenziali violazioni del DMCA. Un’altro caso riguarda l’impossibilità di RealNetworks di vendere musica in formato digitale ai possessori del lettore Apple iPod.
“Piuttosto che per frenare la pirateria, il DMCA è stato utilizzato per spaventare e agire contro i consumatori legittimati, scienziati, editori e concorrenti” ha commentato Fred von Lohmann, dell’ufficio legale di EFF. “Questa legge non è utilizzata nella maniera per cui il Congresso l’ha concepita, e quanto successo in questi sette anni dimostra che una riforma è necessaria”.
Il report è pubblicato al seguente indirizzo:
http://www.eff.org/IP/DMCA/’f=unintended_consequences.html

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.