Direttiva iPred2 al voto del Parlamento europeo

Ieri il Parlamento europeo ha votato in prima istanza la Direttiva IPRED2 sulla tutela penale della proprietà intellettuale.

Il risultato riportato dal sito del Parlamento è il seguente:

Enforcement of intellectual property rights (criminal measures)

Amended proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on criminal measures aimed at ensuring the enforcement of intellectual property rights

(A6-0073/2007)

Rapporteur: Nicola Zingaretti (PES, IT)

Report adopted by 374 votes in favour to 278 against with 17 abstentions with amendments

E’ stato accolto il principale emendamento, il 39/59, che pone una distinzione sulla scala commerciale e delimita il campo di cosa è “proprieta’ intellettuale” ai fini della direttiva

E’ passato l’emendamento 16, che permette l’uso di un’opera protetta ai fini di critica, informazione, recensione.

E’ passato l’emendamento 58 che non permette che si proceda d’ufficio ma solo tramite la denuncia del danneggiato.

Per l’industria musicale il voto di oggi conferma che il testo della direttiva, applicando una definizione restrittiva di scala commerciale, rischia di essere in contrasto con quanto previsto dal WTO e dall’art.61 dei TRIPs. Il testo dovrà essere emendato in maniera significativa nel corso dei prossimi mesi per rispettare i trattati internazionali. In merito ad altri aspetti della norma è apprezzabile che siano stati respinti tutti gli emendamenti atti a svuotare la direttiva delle necessarie misure operative di contrasto. Bene anche il mantenimento della norma relativa al favoreggiamento delle attività illecite che costringerà gli Isp a fare finalmente la loro parte nella lotta alla contraffazione.

Nessuna depenalizzazione poi è stata stabilita per comportamenti quali download o upload come qualcono si è affrettato ad affermare con riferimento alle violazioni sulla rete. La direttiva riguarda violazioni gravi che dovranno essere punite con sanzioni almeno fino a 4 anni e pertanto non riguarda reati con sanzioni minori già previste da molti codici nazionali.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.