Compenso copia privata: un “equo” freno da Bruxelles

La Commissione europea ha reso noto ieri di aver posposto sine die l’adozione della Raccomandazione diretta a riformare l’equo compenso per copia privata, sistema oggi utilizzato in 20 Stati Membri, tra i quali l’Italia.
La decisione arriva dopo che nelle ultime settimane il mondo della cultura europea, rappresentato dall’alleanza “Culture first!”, di cui l’italiana A.F.I. è parte, aveva messo in rilievo i pericoli per la creatività rappresentati da una simile iniziativa.
La Commissione europea dando quindi ascolto a queste osservazioni è giunta alla decisione che il tema merita un ulteriore approfondimento e una migliore analisi al fine di evitare che essa risulti dannosa per i titolari dei diritti.
A.F.I. è stata parte attiva a Bruxelles nel dibattito e si felicita per la decisione della Commissione europea manifestando la propria disponibilità a dibattere ulteriormente questo tema con ogni parte interessata.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.