Come ti impedisco la copia di un CD

U.S.A. ‘ L’industria del disco sta testando le più svariate tecnologie per evitare che gli utenti finali possano fare più copie di uno stesso CD regolarmente acquistato o brano musicale scaricato da servizi legali on-line.
In particolare la Macrovision e la SunnComm International, aziende rivali entrambe al lavoro per sviluppare differenti software con sistemi di DRM (Digital Rights Management), si stanno concentrando su di un software che limiti il numero di copie che si possono fare da uno stesso CD legalmente acquistato, e che al contempo impedisca la possibilità di fare copie da una copia.
La nuova tecnologia di “secure burning” della SunnComm è già stata sottoposta all’attenzione della BMG Music Group, la quinta etichetta musicale per grandezza, ma di certo la più determinata ed aggressiva nella protezione dei propri diritti negli Stati Uniti d’America. La versione della Macrovision sarà invece pronta nei prossimi mesi.
Stando agli analisti una tale tecnologia, se ampiamente implementata, cambierebbe il rapporto tra utente e supporto regolarmente acquistato, e non si può escludere che la stessa porterebbe ad una alienazione dei primi dai secondi. Ma, visti i dati della pirateria, l’industria del disco non ha paura di correre questo rischio, a patto che il software funzioni effettivamente.
Già , perché la BMG ci aveva già provato lo scorso anno, quando mise sul mercato l’ultimo lavoro di Anthony Hamilton, in teoria protetto con una nuova tecnologia anti-copia. Ebbene, uno studente di Princeton dimostrò allora che semplicemente tenendo premuto il tasto ‘shift’ al momento del caricamento del CD sul proprio PC, la protezione veniva di fatto vanificata…
La stessa industria discografica sta peraltro tentando in più modi di tener presente le richieste dei consumatori; si tratterebbe di permettere loro di farsi un numero limitato di copie da uno stesso CD ‘ diciamo per la loro automobile, per la seconda casa, anche per un amico ‘ senza con ciò legittimare le copie in serie.
Occorre però rilevare che negli Stati Uniti d’America, come anche nel Regno Unito sono stati ritirati molti CD ‘copy protected’ (cioè forniti di misura tecnologica di protezione, n.d.r.), che di fatto risultavano di difficile fruibilità sia negli stereo portatili che in quelli delle automobili, e questo a seguito di forti pressioni dei comitati per i consumatori.
Nel resto dell’Europa la pratica di ‘proteggere’ i CD sta al contrario prendendo sempre più piede.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.