Cinema e finanziamento pubblico: dichiarazione comune di quindici paesi europei

Per la prima volta, nella storia dell’Europa, 15 paesi, inclusa la Gran Bretagna – tradizionalmente restia a schierarsi – si uniscono sotto la bandiera del cinema europeo e decidono di sottolineare e ribadire con forza l’importanza del sostegno pubblico per garantire l’esistenza creativa ed economica della cinematografia europea.
E lo fanno con una Dichiarazione comune che – come evidenzia Gianni Profita, direttore generale per il Cinema – “è il primo risultato concreto di un giovane gruppo di lavoro istituzionale, l’European Film Agencies Director’s Group, composto dalle istituzioni cinematografiche di 15 paesi europei, guidati da Italia, Francia e Gran Bretagna”.
Nato nel corso dell’incontro a Roma del gruppo di lavoro, lo scorso 6 dicembre, il documento è stato ufficialmente approvato durante l’ultimo meeting a Berlino, il 9 febbraio. Di qui il nome di Dichiarazione Roma-Berlino. Come si legge nel testo reso pubblico oggi, l’importanza della compattezza di questa posizione discende dal fatto che l’intervento pubblico “è giustificato non solo dalla debolezza strutturale dei mercati cinematografici in Europa ma anche dal ruolo significativo del cinema come espressione culturale”. “Le opere audiovisive, e in particolare il cinema – sottolinea il documento – giocano un ruolo chiave nella creazione delle identità europee e presentano caratteristiche uniche in associazione con la loro duplice natura economica e culturale. Questo è il motivo per cui lo sviluppo del settore non è mai stato lasciato alle sole forze di mercato”.
Nella Dichiarazione si chiarisce anche che “Gli interventi di sostegno non conferiscono alcun tipo di posizione dominante ai film nazionali nei propri mercati. Al contrario, la condizione di questi film è spesso fragile. Gli aiuti non rappresentano quindi una barriera alla circolazione dei film di altri paesi d’Europa. Inoltre, essi sono serviti a incoraggiare e rinforzare la cooperazione e le relazioni tra le industrie cinematografiche degli Stati membri, consentendo l’accesso reciproco ai sistemi di sostegno nazionali attraverso un politica di accordi bilaterali e la predisposizione di fondi multilaterali”.
La Dichiarazione stabilisce i punti chiave da presentare alla Commissione Europea in preparazione della sua revisione del sostegno pubblico al cinema in Europa post 2005. Il documento consentirà , quindi, di qualificare il dialogo non solo con la Commissione, ma anche con i propri governi, sollecitando attenzione sulle specificità culturali e sulle dinamiche di mercato del settore audiovisivo.
Positivo il commento del direttore generale per il Cinema: “questa Dichiarazione – dice Profita – è il primo grande passo verso la costituzione di quel terreno comune europeo che garantisca il proliferare del cinema come espressione di cultura e di identità d’Europa. Il documento, in cui l’Italia gioca per la prima volta un ruolo determinante, è manifestazione di coesione, armonia e dialogo tra 15 paesi europei, in cui si ribadisce l’importanza del sostegno pubblico per l’esistenza del cinema europeo all’interno di meccanismi di mercato”.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.