Canadian Recording Industry Association appella

Canadian Recording Industry Association (CRIA) ha presentato appello contro la recente decisione di una Corte canadese di respingere la richiesta della stessa associazione affinché gli Internet Service Provider rivelassero i nomi degli uploader di file musicali digitali piratati.
Secondo Richard Pfohl di CRIA, l’appello pone le sue basi nella normativa attualmente vigente in Canada che, in base all’interpretazione dell’associazione, non consente la copia e la messa a disposizione di migliaia di file musicali in Rete senza la necessaria autorizzazione degli aventi diritto.
Pfohl ha sottolineato la gravità delle conseguenze sul piano economico nei confronti di tutto il comparto discografico canadese, evidenziando che dal 1999 a oggi il valore della commercializzazione al dettaglio di prodoti discografici ha sofferto una riduzione pari a 425 milioni di dollari.
Allo scopo di cercare di porre un freno al fenomeno l’associazione, oltre a porre in essere azioni legali, ha avviato anche una campagna di comunicazione e sensibilizzazione presso i più giovani e attivato sistemi legali per la commercializzazione dei brani musicali in Rete.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.