BPI e servizi di distribuzione della musica online contro editori ed autori in merito alle royalty

British Phonographic Industry, AOL, Apple iTunes, MusicNet, Napster, RealNetworks, Sony Connect e Yahoo hanno annunciato di avere citato in giudizio, dinanzi alla corte competente in materia di copyright, Mechancial Copyright Protection Society e Performing Right Society due società di gestione collettiva britanniche.
Queste infatti intendono stabilire un tasso di remunerazione, una royalty, maggiore in relazione ai download dei brani dalla Rete rispetto alla percentuale applicata alle vendite di CD.
La royalty è attualmente stabilita nell’ordine delle 6.5% del prezzo al dettaglio e MCPS-PRS intendono elevare tale percentuale per lo scaricamento in Rete sino al 12%. L’unica concessione è un periodo interinale nel quale il tasso sarebbe fissato all’8% in considerazione del fatto che il settore della commercializzazione online è ancora in fase di sviluppo.
Geoff Taylor di BPI ha definito la richiesta irragionevole e ha dichiarato che l’iniziativa posta in essere da Mechancial Copyright Protection Society e Performing Right Society corre il rischio di porre in serio pregiudizio lo sviluppo di un mercato della musica in Rete.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.