Biblioteca Digitale Europea, le difficoltà della nascita

Si è svolto lunedì scorso nella sede del Cide (Centro nazionale di informazione e documentazione europea) il convegno “Biblioteche digitali europee e diritto d’autore” che ha voluto fare il punto sullo stato dell’arte della creazione della Biblioteca Digitale Europea in relazione alle problematiche sollevate dalla tutela del diritto d’autore.
“Non siamo riusciti a trovare accordi con le categorie interessate alle quali avevamo proposto di immagazzinare presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma e quella di Firenze una parte selezionata di quanto diffuso in rete”, ha spiegato Luciano Scala, direttore generale per i Beni librari e gli Istituti culturali del ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nato nel 2000 dopo un accurato studio di fattibilità , il progetto di digitalizzazione, messa in rete e dunque disponibilità di consultazione dell’immenso bagaglio culturale europeo, ha visto ad oggi la trasposizione su formato digitale, in Italia, di 15.000 documenti pari a 2 milioni di pagine. Eppure, la messa in rete di testi coperti da diritto d’autore rimane il maggior ostacolo per l’Italia, anche se grazie all’innovativa legge sul deposito (n.106/2004) per la prima volta è possibile che siano “oggetto di conservazione per le future generazioni – ha aggiunto Scala – i documenti prodotti su supporto informatico e documenti diffusi su rete”.
Lo stop forte da parte delle categorie di settore è dettato “dal timore che un deposito informatico presso un ente pubblico potrebbe avere accessi indesiderati. La situazione nel nostro paese è bloccata, le categorie interessate sono molto timorose mentre noi – ha aggiunto Scala – siamo molto attenti a che il diritto d’autore venga esercitato in tutte le sue forme e modalità , ma stiamo attenti al fatto che la cultura del nostro Paese, su vari supporti, possa essere conservata e nei limiti di legge conosciuta. E’ necessario dunque un dibattito più ampio affinché si trovino forme maggiormente flessibili che permettano di garantire il diritto d’autore, l’accesso e la conoscenza”.
Intanto, il progetto della Biblioteca Digitale Europea va avanti. Il debutto è previsto per la fine del prossimo anno con un patrimonio di 2 milioni di oggetti digitali che diventeranno 6 milioni nel 2010.
Incerta ed in costante evoluzione appare la normativa che regola il settore. Occorre “coinvolgere in un dibattito ampio le biblioteche, gli autori, gli editori e gli utenti in quanto – secondo Massimo Travostino, dell’Università di Torino – il contesto normativo non è sufficiente ad oggi”. La normativa comunitaria concede ai singoli Stati eventuali eccezioni al diritto d’autore. Ad oggi infatti “nelle biblioteche italiane – ha aggiunto Travostino – non sono ammesse copie digitali di opere a fine conservativo, a meno che queste non siano già in formato digitale”.
(Adnkronos Cultura)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.