Autori accusano i club discografici di non pagare loro le royalties

Nello marzo scorso è stata intentata un’azione legale dinanzi la US District Court con la quale compositori e autori di testi di canzoni chiedevano che venissero loro pagati i diritti d’autore per la vendita di musica registrata distribuita da due giganti della discografia: la Columbia House Music Club e la BMG Direct Marketing Inc., definiti “club discografici”. Una mozione per annullare l’azione legale è stata poi ricusata nel settembre 2002.
L’accusa sostiene che la Columbia House e BMG Direct paghino agli autori il 75% della percentuale che sarebbe loro dovuta per legge, e afferma che questa pratica priva gli autori di oltre 100 milioni di dollari l’anno, perciò richiede che questi vengano indennizzati per infrazione alle leggi sul copyright e inadempienza di contratto.
I compositori sostengono che i club discografici “prima infrangono la legge, e poi pagano una percentuale inferiore a quella dovuta”, una pratica d’affari quanto mai inusuale e, naturalmente, vietata. Il caso interessa anche i compositori di colonne sonore per il cinema e la televisione, perché coinvolge anche la vendita di colonne sonore di film e di raccolte di musica di programmi televisivi, quando esse vengono offerte al pubblico dai club discografici.

La redazione (traduzione di Daniela Torrisi)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.