Australia: non esiste un copyright automatico sulla cartella clinica

Il giudice Stone di un tribunale australiano ha statuito che non può essere affermato automaticamente il copyright su una cartella clinica composta da prescrizioni, indici di salute, lettere di riferimento e note di consultazione, stabilendo che l’esistenza del diritto d’autore in una cartella clinica deve essere valutata caso per caso.
Il giudice ha osservato che il copyright può esistere solo su di una cartella clinica ove tutti gli autori della stessa siano stati identificati, e che è più probabile affermare il copyright di una cartella clinica realizzata da un solo autore.
La decisione riguara un caso dove l’attore, Primary Health Care Ltd, è beneficiario di un trust che ha acquisito alcune pratiche mediche e dentistiche. La società ha sostenuto di aver acquisito, come parte del suo reddito imponibile, il copyright sulle dette cartelle e pertanto aveva diritto alle deduzioni fiscali dal reddito netto del trust. In ogni caso il giudice ha affermato l’esistenza del copyright su alcuni documenti contenuti in dette cartelle cliniche. Il giudice Stone ha infatti osservato che, al fine dell’esistenza del copyright, ci deve essere nella cartella clinica una forma espressiva sufficientemente significativa per qualificarsi come un lavoro originale di natura letteraria. Ogni cartella individuale sanitaria depositata nel giudizio è stata esaminata dal giudice.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.