Apple: antitrust UE accusa iTunes, troppe restrizioni

La Commissaria Ue alla Concorrenza non apprezza la musica di iTunes: Neelie Kroes ha messo sul banco degli imputati il negozio online della Apple e le principali case discografiche del mondo, sostenendo che gli accordi siglati tra queste società per la vendita di brani musicali sul cyberspazio impongono forti restrizioni ai consumatori, violando cosi’ la legislazione comunitaria.
L’Antitrust Ue, che già insegue la Microsoft e la Intel per abuso di posizione dominante, aggiunge quindi al suo portafoglio un altro dossier di alto profilo, che rischia di costare al gigante guidato da Steve Jobs una multa di 480 milioni di euro. Per il momento, l’iniziativa potrebbe aver causato qualche imbarazzo. Proprio ieri, infatti, Jobs era a Londra con Eric Nicoli, il presidente della Emi, per annunciare una rivoluzione nella musica digitale: l’offerta del catalogo di quest’ultima su iTunes con la possibilità di acquistare canzoni senza i meccanismi di protezione che impediscono la copia dei brani.
In futuro, Jobs potrebbe essere costretto a rivedere il suo modello di marketing in Europa. In particolare, la Commissione ha inviato alle parti dichiarazioni di addebiti mettendo sotto accusa la politica di iTunes dettata dalle case discografiche, che impone restrizioni territoriali tali da condizionare la scelta dei brani ed il relativo prezzo di acquisto.
La Apple ha indicato che collaborerà per risolvere la questione, sottolineando però di non avere violato alcuna legislazione Ue. Non la pensa cosi’ la Kroes. La decisione di inviare le dichiarazioni di addebiti, ha osservato il suo portavoce Jonathan Todd, si basa su tre fattori principali. Anzitutto, ha detto, i “consumatori possono comprare musica solo dal ‘negozio’ iTunes nel loro Paese di residenza”. C’è poi la questione della differenza di prezzo dei singoli brani tra un Paese e un altro, oltre al “fatto che non si possono acquistare gli stessi brani musicali in tutti i negozi iTunes”.
Queste sono “pratiche restrittive che violano l’Articolo 81 del Trattato – ha spiegato il portavoce -. Quindi, noi vorremmo che tutti i consumatori di tutta Europa abbiano l’opportunità di acquistare tutti i brani musicali che vogliono, al prezzo che vogliono e da qualsiasi ‘negozio’ di iTunes”. Todd ha fornito qualche esempio sulle differenze di prezzo in questione. Nella zona dell’euro, ha detto, il sito iTunes offre i brani musicali “a 99 centesimi l’uno, ma nel Regno Unito ogni brano costa l’equivalente di circa 1,17 euro, quindi il 18 per cento in più rispetto alla zona dell’euro, mentre in Danimarca costa circa l’otto per cento in più al cambio attuale”.
Per questo, secondo la Commissione, i consumatori “non possano scegliere il miglior prezzo e questo è il problema”, ha sottolineato Todd. Attualmente, iTunes è presente in 15 stati membri dell’Ue e il portavoce ha spiegato che l’indagine della Commissione è partita da un esposto dell’associazione dei consumatori nel Regno Unito inviato circa due anni fa alle autorità britanniche, che lo hanno girato a Bruxelles. L’Esecutivo Ue non ha voluto rivelare i nomi della case discografiche, ma secondo indiscrezioni di stampa tra queste ci sarebbero la Universal, la Warner, l’Emi e la Sony Bmg.
Le società hanno adesso due mesi per rispondere alla Commissione Ue e se l’iniziativa di Bruxelles risultasse in un verdetto negativo per la Apple, questa rischierebbe una multa di circa 480 milioni di euro, ovvero per un massimo del 10% del suo fatturato annuo.
Fonte: Ansa Europa

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.