Anche in Francia il credito fiscale a sostegno dell’industria musicale per le nuove produzioni

Il governo francese sta operando al fine di introdurre il riconoscimento di un credito fiscale per sostenere la produzione di opere di nuovi talenti. Il regolamento francese, promosso dal ministro per la cultura e la comunicazione Renaud Donnedieu de Vabres, è stato approvato dalla Commissione Europea già lo scorso mese di maggio.
L’agevolazione fiscale ipotizzata dal governo francese permetterà a produttori indipendenti di beneficiare di un credito dell’importo di 20% delle spese di produzione e sviluppo delle carriere.
Il credito, volto a stimolare la produzione artistica di nuovi talenti, è limitato a 500.000,00 euro annui per società , con un totale per questo piano di incentivi stimato attorno a 10 milioni di euro.
Questa iniziativa francese sottolinea l’importanza dell’industria musicale nel permettere l’espressività e sviluppo artistici e contribuirà a sostenere gli sforzi di adattamento dei produttori indipendenti, resisi necessari dai nuovi mezzi di distribuzione (internet) e dall’esigenza di consolidare la propria struttura in un mercato tendente a un’eccessiva concentrazione.
Lo sforzo è apprezzato dall’associazione dei produttori indipendenti, IMPALA, in quanto è un riconoscimento da parte del governo francese dell’importanza e specificità sia del settore musicale sia dei produttori indipendenti come veicoli di innovazione, creatività e diversità culturale. L’associazione invita il ministro francese della cultura a tenere aggiornati i suoi colleghi europei riguardo questa iniziativa, al fine di diffonderla anche in altri paesi dell’Unione. Il chairman di IMPALA, Patrick Zelnik, ha osservato come il ministro francese della cultura sia riuscito a capire che non ci sarà né diversità culturale né produzione locale se i produttori europei non saranno sostenuti in alcun modo nell’affrontare i mutamenti tecnologici, per concludere che, se si desidera far emergere produzioni di qualità e artisti con diversa formazione nei vari festival europei, questo esempio è da seguire per trattare un tema di livello europeo.
Soddisfazione per l’autorizzazione della Commissione Europea esprime anche Michel Lambot (ex chairman di IMPALA e membro del c.d.a. del gruppo belga PIAS/Vital), il quale sottolinea che la musica può essere un vero veicolo di identità per gli europei, grazie alle possibilità di circolazione oltre le frontiere nazionali e che per questo motivo bisogna essere consapevoli, in Europa, che la diversità musicale deve essere pienamente tenuta in considerazione negli orientamenti comunitari. Ciò implica un contrasto alle concentrazioni nel settore e il sostegno a chi è intessuto di questa diversità , gli indipendenti, che in Francia rappresentano l’83% delle referenze disponibili.
L’esigenza di spingersi oltre è manifestata da Stephan Bourdoiseau, membro di IMPALA e membro del c.d.a. di UPFI e direttore della francese Wagram, che osserva quanto si sia deteriorata da quando è stato abbozzato il piano francese e evidenzia come questo sia stato un primo passo verso una politica dell’eccezione culturale per quanto riguarda la produzione musicale in Francia.
Sottolinea i rapporti tra un ambiente economico globale di crescente concentrazione Martin Mills (membro del c.d.a. di IMPALA e presidente dell’inglese Beggars Group), che delinea l’esigenza aiutare i produttori indipendenti di dimensioni minori di fare il proprio lavoro, ovvero, individuare nuovi talenti e tendenze emergenti a livello locale e presentarli al pubblico.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.