Adobe si oppone alla incriminazione dell’hacker russo

Con un improvviso cambiamento di rotta, Adobe System ha chiesto il rilascio del programmatore russo Dmitri Sklyarov, arrestato a Las Vegas la settimana scorsa e accusato di violare le leggi americane sul copyright, per aver creato un software capace di aggirare le protezioni sugli e-book che utilizzano la tecnologia Adobe.
Una marcia di protesta con circa 100 manifestanti si è tenuta oggi a San Jose presso la sede di Adobe, e altre proteste si sono sollevate in altre città degli Stati Uniti.
Adobe ha annunciato la sua decisione dopo una riunione durata otto ore con rappresentanti della organizzazione non-profit di San Francisco Electronic Frontier Foundation.
Secondo Adobe, l’incriminazione del programmatore russo in questo caso particolare non conduce alla tutela degli interessi di nessuna delle parti coinvolte o dell’industria.
Robin Gross, uno degli avvocati della EFF, ha affermato che l’organizzazione è riuscita a convincere Adobe che perseguire il singolo programmatore avrebbe recato danno alla propria immagine e business.
La redazione – Fonte: NY Times

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.