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Associazione Software Libero: brevetto europeo’ No grazie

Il Parlamento Europeo il 22 settembre valuterà la proposta sulla brevettabilità delle innovazioni software. L’Associazione Software Libero esprime un parere negativo sulla proposta di direttiva che, con la scusa di armonizzare il sistema brevettuale europeo in materia di software, di fatto sovverte i dettami della Convenzione Europea sui Brevetti, introducendo la brevettabilità del software e dei metodi commerciali.
Come già dimostrato negli Stati Uniti, il sistema brevettuale, che è stato esteso al software da 20 anni, ha rallentato l’innovazione invece che incoraggiarla, spostando i fondi destinati originariamente a ricerca e sviluppo verso i dipartimenti legali delle grosse multinazionali che si occupano a tempo pieno di costose cause brevettuali (http://swpat.ffii.org/archive/mirror/impact/). Un tale sistema imporrebbe degli oneri eccessivi per le piccole e medie imprese europee, vero motore dello sviluppo software continentale, e le renderebbe succubi di quelle poche grosse aziende, in maggioranza extraeuropee, che posseggono grandi portafogli di brevetti software.
Come sostenitori del software libero riteniamo pericolosa tale proposta, perchè introduce ostacoli insormontabili alla creazione di software, sia libero che proprietario, sia se ceduto gratuitamente che dietro pagamento. Inoltre, per le licenze libere, non esiste la possibilità tecnica di gestire il pagamento di eventuali royalty per copia, essendo le copie libere, e spesso neanche di eventuali costose licenze una tantum.
Ogni autore di software, libero o meno, è esposto al rischio di dover elaborare soluzioni tecniche che non siano coperte da alcun brevetto software, rendendo estremamente complesso ed oneroso il processo di ideazione del software se non del tutto impossibile; spesso infatti il processo di brevettazione del software va a coprire il problema nella sua interezza piuttosto che la soluzione, rendendo impossibile operare nel settore coperto dal brevetto senza violarlo.
La genericità con cui le idee vengono descritte e brevettate (vedi ad esempio il metodo di ordine con un click di Amazon ad http://swpat.ffii.org/news/03/amaz0818/) richiede pochi sforzi, se si hanno a disposizione abbastanza fondi, per brevettare i metodi più banali. In tal modo l’istituto della brevettazione, nato per stimolare l’innovazione in settori in cui essa costa molto, diventa nel settore del software una lotteria che va a beneficio di poche aziende. Inoltre la banalità dei brevetti concessi impone notevoli sforzi per elaborare qualcosa di alternativo e, soprattutto, richiede la completa conoscenza di quanto già brevettato, ovvero decine di migliaia di brevetti europei già esistenti e depositati, pur se attualmente non legali.

Infine, il Gruppo radicale al PE, il CDTI (Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione) e l’Associazione software libero invitano cittadini e imprese attive ad ogni titolo nello sviluppo del software, libero o meno, all’incontro / conferenza stampa che si terrà a Roma il 12 settembre, presso gli uffici del Parlamento europeo, in via IV novembre 149, alle 10.30.
L’evento è mirato a sensibilizzare la stampa ed i parlamentari europei circa i pericoli della direttiva McCarthy sui brevetti software europei e verrà diffuso da Radio Radicale.
Maggiori informazioni sui brevetti software in Europa nel comunicato
stampa (http://softwarelibero.it/news/20030826-01.shtml) emesso oggi
dall’Associazione software libero.
Il programma sarà pubblicato appena disponibile su http://softwarelibero.it/news/20030826-01.shtml.

La redazione