Unioncamere Piemonte: la cultura produce ricchezza e occupazione. 6,4 miliardi di euro il valore aggiunto generato e 121mila gli occupati

Quanto pesa la cultura in Piemonte? A questa domanda risponde il report sull’impatto economico della cultura in Piemonte “La cultura che stimiamo. Stimiamo la cultura” realizzato per il secondo anno da Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Compagnia di San Paolo, Finpiemonte S.p.A., e Osservatorio culturale del Piemonte e scaricabile dal sito all’indirizzo www.pie.camcom.it/laculturachestimiamo.

I risultati dell’indagine sono stati presentati martedì 17 dicembre presso la sede di Unioncamere Piemonte.
La cultura continua a rivelarsi un importante driver di sviluppo per il Piemonte. Il nostro sistema produttivo culturale sta mostrando una buona capacità di reazione a quelle stesse difficoltà congiunturali che hanno invece creato più difficoltà all’andamento complessivo dell’economia piemontese: la cultura, infatti, continua a generare ricchezza e occupazione – dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte -. A partire da questi dati, diventa ancora più miope la tendenza a non puntare su un comparto che, adeguatamente inserito nelle proposte turistiche, non può che contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra regione“.

Alessandro Barberis, Presidente della Camera di commercio di Torino, ha sottolineato: “Da tempo come Camera di commercio promuoviamo indagini per quantificare oggettivamente l’impatto degli eventi culturali sull’economia locale nel suo complesso: se sono infatti già di per sé rilevanti i 6,4 miliardi di valore aggiunto generati direttamente, addirittura in crescita rispetto all’anno precedente, lo sono ancor di più i 18 miliardi di ricadute trasversali. Investire in cultura non è dunque un lusso per pochi, ma una ‘fabbrica’ di benessere e occupazione per tutti i settori economici locali“.

La crisi non ha distrutto l’interesse per la cultura di un pubblico torinese sempre più attento e partecipe, anzi. Credo che questo segni un ‘punto di non ritorno’ per una città che sa apprezzare e valutare le produzioni culturali” – ha dichiarato Marco Demarie, responsabile dell’Ufficio Studi, Programmazione e Documentazione della Compagnia di San Paolo – “Naturalmente, si tratta di un punto di nuova partenza e non di arrivo: in particolare, bisognerà che la programmazione culturale punti più alla qualità che alla quantità, che i vari tipi di pubblico apprendano a compartecipare al costo delle occasioni culturali, anche mediante un nuovo mecenatismo diffuso, che la cultura diventi occasione di impresa. Cultura e social innovation sono ambiti che possono abbastanza facilmente imparare ad andare a braccetto e che possono trovare in Piemonte un ambiente adeguato e preparato“.

Il Presidente di Finpiemonte S.p.A., Fabrizio Gatti, ha aggiunto: “A conferma della rilevanza strategica degli investimenti nell’ambito culturale, la Commissione Europea ha recentemente varato il nuovo programma ‘Europa Creativa’, che sosterrà cultura e creatività mettendo a disposizione un budget di 1,46 miliardi di euro, incrementando così le risorse del 10% rispetto all’attuale programmazione. Sono fiducioso che la consolidata collaborazione tra gli attori regionali nell’elaborare il rapporto oggi presentato sia un buon punto di partenza per lavorare insieme affinché l’industria culturale del Piemonte trovi i migliori strumenti per usufruire di tutte le opportunità di finanziamento, valorizzando le proprie competenze e professionalità“.

Il Direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, Luca dal Pozzolo, ha dichiarato che: “Il 70% piemontesi pensa che la cultura rivestirà un ruolo cruciale per l’economia del futuro e che gli investimenti nei beni e nelle attività culturali contribuiranno al benessere collettivo diffuso soprattutto in quelle porzioni di territorio più decentrate. Tuttavia la crisi mette a dura prova la tenuta del sistema nel suo complesso, evidenziando la frammentarietà e i limiti della programmazione delle risorse economiche decrescenti. Diventa sempre più pressante una pianificazione attenta e puntuale degli interventi in cultura per comprendere le complessità emergenti da diversi punti di vista“.

Anche Michele Coppola, Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte ha sottolineato che: “Negli ultimi vent’anni Torino e il Piemonte hanno investito in cultura esaltando così il dna della nostra Regione. Abbiamo trasformato il nostro territorio e creato ricadute economiche, occupazionali e turistiche uniche. La seconda edizione di La cultura che stimiamo. Stimiamo la cultura conferma la centralità del comparto cultura per il Piemonte. Ne riafferma l’importanza nel migliorare la qualità della vita e nel contribuire alla produzione di benessere e di ricchezza, sempre con attenzione ai valori economici e occupazionali che le industrie culturali e creative sono in grado di creare, nonostante la crisi“.

La valutazione economica della cultura in Piemonte 
Nel 2012 le 33.148 imprese del sistema produttivo culturale registrate in Piemonte (raggruppate nei quattro comparti delle industrie creative, industrie culturali, performing arts e arti visive, e patrimonio storico-artistico) hanno creato un valore aggiunto pari a circa 6,4 miliardi di euro, il 5,8% della ricchezza regionale, e impiegato oltre 121mila unità, il 6,0% dell’occupazione piemontese, consolidando l’importanza rivestita all’interno del sistema economico regionale. In un contesto generale che ha visto il valore aggiunto piemontese (a valori correnti) contrarsi dell’1,3% tra il 2011 e il 2012, e la base occupazionale regionale diminuire di 1,1 punti percentuale, la ricchezza generata dal sistema produttivo culturale è aumentata dello 0,4% e il relativo numero di occupati dell’1,6%. Il sistema culturale riveste in Piemonte un’importanza maggiore rispetto a quanto si osserva a livello complessivo in Italia, dove crea il 5,4% della ricchezza e impiega il 5,7% degli occupati.
Le oltre 33mila imprese registrate in Piemonte non rappresentano, tuttavia, gli unici attori del sistema produttivo culturale. Esiste, infatti, soprattutto per quanto concerne alcune attività legate al patrimonio storico-artistico-architettonico, una rilevante presenza di istituzioni pubbliche e non profit. In base ai primi risultati del 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit, a fine 2011 si contavano in Piemonte 11.068 istituzioni non profit culturali, impegnate principalmente in attività ricreative e di socializzazione, e in ambito artistico e culturale in senso stretto.
Aggiungendo il contributo delle istituzioni pubbliche e di quelle non profit, il sistema produttivo culturale piemontese arriva a generare un valore aggiunto pari a 6,8 miliardi di euro, il 6,1% del totale dell’economia.
La cultura estende, inoltre, i propri effetti anche al di fuori dei confini settoriali individuati per il sistema produttivo culturale, permeando altre attività economiche, come effetto delle interdipendenze che legano tra di loro le varie produzioni. Per ogni euro attivato da una delle attività che ricade all’interno del perimetro del sistema produttivo culturale piemontese, se ne attivano, al di fuori di questo, mediamente 1,7.
I 6,8 miliardi di euro prodotti dal sistema produttivo culturale (allargato ai contributi delle istituzioni pubbliche e non profit) sono, dunque, in grado di attivarne altri 11,5, per un valore aggiunto complessivo della filiera culturale pari a 18,3 miliardi di euro.
Il sistema produttivo culturale vede, così, crescere il proprio ruolo all’interno del sistema economico piemontese: l’incidenza sul valore aggiunto complessivo regionale passa dal 6,1% al 16,5%.

Le misure regionali a favore della cultura
In Piemonte numerosi attori, istituzionali e non, realizzano interventi in ambito culturale e la Regione ne sostiene le attività, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio culturale del territorio e favorire la diffusione della cultura. Nel 2012 Finpiemonte ha erogato, per conto della Regione Piemonte, contributi alla Cultura, riferiti al 2009 (in un caso 2008), 2010, 2011 e 2012 per oltre 47 milioni di euro, indirizzati a oltre 1.200 beneficiari.

I consumi culturali: il racconto di una crisi 
Nel 2011 i festeggiamenti legati al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia avevano attratto un considerevole numero di visitatori da fuori regione, con sensibili effetti positivi non solo a Torino, ma in molte aree del Piemonte, grazie a un programma di manifestazioni che si è rivelato fortemente attrattivo fuori regione e ha trainato verso l’alto sia le presenze turistiche che gli arrivi, come pure le affluenze relative ai beni culturali.
Non è una sorpresa, dunque, se il confronto fra il 2012 e il 2011 segni un calo importante del pubblico museale in Piemonte. Tuttavia, se i 3,7 milioni di visite registrate nel 2012 a livello del Sistema Museale Metropolitano di Torino, in contrazione del 24,6% rispetto al 2011, si mantengono, nonostante l’aggravarsi della crisi economica, su livelli superiori a quelli registrati nel 2010 e nel 2009, i circa 680mila ingressi rilevati nel resto del territorio piemontese, il 32,4% in meno rispetto all’anno precedente, appaiono in lieve contrazione anche rispetto agli anni precedenti il 2011. Gli incassi al botteghino per gli spettacoli dal vivo nel 2012 sono aumentati dell’1,7% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 38,1 milioni di euro, così come parallelamente è aumentata l’offerta di rappresentazioni del 3,5% (circa 11mila spettacoli), tuttavia i biglietti venduti sono calati dell’1,8% (2,1 milioni). Sul fronte dei consumi cinematografici, nel 2012 sono stati venduti in Piemonte 7,9 milioni di biglietti in 359 schermi. Rispetto all’anno precedente le presenze nelle sale piemontesi sono calate del 12,8% a parità di numero di schermi e di posti.

Per scaricare l’indagine completa:
http://images.pie.camcom.it/f/StudiPubblicazioni/22/22718_UCCP_16122013.pdf

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.