UNCLA promuove una raccolta di firme a favore dei compensi per la copia privata

COMUNICATO STAMPA UNCLA

Proseguendo la sua campagna CONTRO l’aumento delle tariffe dell’equo compenso, previsto dalla Direttiva della Comunità Europea CE 29/2001 per DIRITTO D’AUTORE e DIRITTI CONNESSI, la rivista AF Digitale il 28 ottobre 2002 ha organizzato un convegno nell’ambito dello SMAU alla Fiera di Milano sul tema:

COPIA PRIVATA E DIRITTO D’AUTORE.

Sul palco dei relatori invitati al convegno sedevano il DIRETTORE di AF Digitale, il Presidente dell’ associazione delle SOCIETA’ MULTINAZIONALI produttrici di nastri e CD vergini e di apparecchiature di registrazione, il segretario dell’Associazione ANTI-PIRATERIA, il DEPUTATO Pietro Folena (Ds).
NON INVITATI, ma presenti, visto che l’argomento riguardava anche il Diritto degli Autori, il Segretario del Sindacato Nazionale degli Autori UNCLA, Silvano Guariso ed Ezio Leoni del comitato di presidenza UNCLA.

Gli argomenti presentati dai relatori ribadivano le tesi che la rivista AF Digitale ha opposto (vedi al sito http://www.edisport.it/edisport/afdigitale/petizione.nsf/main’openframeset) per rifiutare gli aggiornamenti tariffari dell’equo compenso che il nostro Governo sta approvando sulla base della Direttiva Comunitaria.
La rivista ne ha fatto oggetto di grandi gridi di dolore e di una massiccia campagna di propaganda sollecitando i suoi lettori a sostenere e sottoscrivere una petizione da inviare agli Organi Istituzionali perché respingano l’aggiornamento del compenso per gli Autori che la Direttiva Comunitaria prevede. A tutt’oggi si vantano di avere ottenuto 20.895 adesioni.
Tutte le loro stesse tesi, riproposte nel convegno, sono state puntualmente ed efficacemente contestate dal Segretario UNCLA Silvano Guariso con una chiara esposizione della verità dei fatti.
Ma ecco i punti:

1 – AF DIGITALE: non è possibile in alcun modo ricondurre il tributo agli eventuali aventi diritto ed è inaccettabile che un’associazione privata come la SIAE possa spartire senza regole altri 250 milioni di Euro;

Silvano Guariso: la SIAE non è una società privata ma un Ente Pubblico soggetto al controllo governativo e, come tale, senza la possibilità (per legge) di produrre utili e profitti propri ma è solo l’Ente preposto all’incasso del compenso. Tutto ciò che la SIAE incassa, in nome e per conto degli Autori, Editori, Artisti interpreti ed esecutori e Produttori, tolte le spese di gestione, è distribuito fra loro in misura proporzionale ai loro incassi. NON E’ UN TRIBUTO, NON E’ UNA TASSA!!! Ma è il compenso per l’utilizzo delle loro opere e, in particolare per gli Autori e per dirla con una immagine più semplice, è il loro stipendio.
,
2 – AF DIGITALE: verrebbero favoriti i pirati professionisti e le grandi organizzazioni malavitose, che vedrebbero i loro prodotti contraffatti ritornare competitivi;

Silvano Guariso: un adeguamento alla tariffe Europee dell’equo compenso non ha nulla a che vedere con la lotta alla pirateria perché stiamo parlando di privato che voglia e possa riprodursi un Cd o un Video per uso personale. La pirateria è un fenomeno che va combattuta con tutti gli strumenti possibili ma per altre vie non regalando con tanto di autorizzazione l’opera degli Autori.

3 – AF DIGITALE: verrebbero assoggettati al tributo una serie amplissima di usi, come quelli aziendali, del tutto scollegati dall’attività di registrazione di materiale coperto da diritti;

Silvano Guariso: questa è l’unico punto degno di discussione ma nel provvisorio adeguamento delle tariffe che la SIAE ha contrattato è stato calcolato un valore medio in base alle utilizzazioni (aziendali e private) ed è stata definita una tariffa che tenga in considerazione entrambe le situazioni di utilizzo. Infatti la tariffa che verrebbe adottata in Italia sarebbe inferiore a quelle di altri Paesi europei.
E’ comunque importante ricordare che il Cd-R più comune, anche se non marchiato Audio o con altre sigle speciali, può essere usato per copiare tutto (CdAudio, CdVideo, ecc).

4 – AF DIGITALE: l’utilizzo di supporti e la stessa diffusione della cultura informatica ed della società dell’informazione subirebbero una pesantissima battuta d’arresto;

Silvano Guariso: è assurdo dichiarare che il privato il quale ha già acquistato regolarmente un Cd e che per ascoltarselo in macchina o in vacanza voglia farsene una copia si possa bloccare o rinunciarvi per l’aumento di circa 1 euro considerando che il prezzo del supporto “vergine” e dei sistemi “caserecci di duplicazione” continuano a diminuire. Con l’adeguamento delle tariffe la diffusione della cultura continuerà nella legittimità e per la sua strada mentre, se la cultura la “regaliamo”, almeno relativamente all’opera degli Autori, prima o poi finirà del tutto.

5 – AF DIGITALE: nascerebbe un prevedibilissimo fenomeno di contrabbando di supporti vergini provenienti da altri mercati europei che garantirebbe agli “spacciatori” maggiori guadagni con un CD che con un pacchetto di sigarette.

Silvano Guariso: proprio per questo un adeguamento delle tariffe europee è indispensabile e noi non chiediamo altro che di poterci adeguare agli altri Paesi d’Europa. Ovviamente gli esempi a cui dobbiamo riferirci sono quelli in cui il Diritto d’Autore ha una storia consolidata come Francia, Germania, Spagna, Olanda, e non, come dai vostri esempi Lituania, Lettonia e, tra qualche anno l’Albania.

Tra le varie proposte di AF DIGITALE una è particolarmente meritovole di mezione:

5 – AF DIGITALE: il compenso per copia privata deve essere di importo fisso per supporto venduto e non in base ai minutaggi delle opere contente.

Silvano Guariso: il concetto di valore fisso è certamente inaccettabile perché già con l’attuale tecnologia Mp3 in un Cd-R si può “registrare” il contenuto di 10 Cds e con il formato DivX un intero film. In futuro, con altri formati di compressione dei dati, nello stesso Cd-R si potrà “registrare” tutto il repertorio tutelato dalla SIAE. Col pagamento di 1 Euro (importo che al momento viene considerato inaccettabile ed esorbitante) si autorizzerebbe la duplicazione di ore e ore di musica. L’unico parametro che ha una logica e non cerchi di aggirare la legge può essere solo legato alla durata della musica in fase di ascolto; indifferentemente dalla compressione digitale, alla fine, le nostre orecchie, dovranno comunque ascoltare in analogico e se ho duplicato un Cd di 60 minuti lo dovrò ascoltare in 60 minuti.

Come possiamo vedere, la lobby di chi non vorrebbe sia riconosciuto il diritto ad un adeguamento dell’equo compenso per gli Autori, gli Interpreti, gli Editori, i Produttori Discografici e Cinematografici, non esita a scendere in campo pesantemente in forza pur di bloccare l’iter parlamentare di emanazione del Decreto Legislativo di accoglimento della Direttiva Europea in materia di “Equo Compenso sulla Copia Privata”, come già i più importanti Paesi Europei hanno fatto.

Il nostro Sindacato UNCLA si è già attivato con una propria petizione che ha avuto moltissime adesioni, anche di molti personaggi popolari importanti che non appartengono all’UNCLA.
NON DOBBIAMO FERMARCI ORA! DOBBIAMO ESSERE DI PIU’! DOBBIAMO DIFENDERE IL NOSTRO LAVORO E LA NOSTRA DIGNITA’! DOBBIAMO BATTERE I 20.000 DI AF DIGITALE!
Parliamo con tutti i colleghi di questa iniziativa e sollecitiamoli ad unirsi a noi per questa battaglia.
INOLTRA questo messaggio ad un collega ed invitalo a collegarsi al nostro sito:
http://www.uncla.it/Arch/Copiaprivata/petizione_copia_privata.htm

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.