Stati generali dell’editoria: il 23 luglio la presentazione a Milano dell’edizione 2008

Quando mancano i soldi investire in cultura e lettura ha ancora un valore (o lo ha solo a parole)’ Ruoteranno intorno a questo interrogativo gli Stati Generali dell’editoria 2008, in programma l’1 e 2 ottobre a Roma, nella Sala dello Stenditoio di San Michele a Ripa, ancora una volta con l’ambizioso titolo di Più cultura, più lettura, più Paese”, ma centrati, e non a caso, sul tema “Scommettere sui giovani”. Sono proprio i giovani la fascia più debole di questo momento congiunturale, tra crisi economiche delle famiglie e insufficienza delle risorse dello Stato: su questa fascia d’età 0-19 anni il tema si fa stringente, in particolare ora in cui occorre dimostrare, dati alla mano, se l’investimento risulta produttivo per il sistema Paese.
Le Assise generali del mondo del libro saranno quindi un’occasione per proporre al nuovo Governo, agli altri interlocutori istituzionali e agli operatori di tutto il mondo dei contenuti un’analisi “” la prima nel suo genere, sulla base delle cifre “” su come i libri (e la cultura) segnano il futuro, con un raffronto tra i livelli di lettura e consumi culturali da un lato e la mobilità sociale interna al Paese negli ultimi 20 anni dall’altro. Lo spunto del confronto sarà offerto dall’analisi degli ultimi dati raccolti dall’Ufficio Studi dell’AIE sull’andamento dell’editoria e da quanto emerge dalle indagini IARD sulla condizione giovanile e sugli intrecci tra scuola, mobilità sociale, consumi culturali e ruolo della lettura e del libro, anche di testo.
La presentazione – L’evento di ottobre e un’anticipazione della ricerca IARD saranno presentati dal presidente dell’AIE Federico Motta mercoledì, 23 luglio, alle 11 a Milano nello Spazio Eventi della Camera di Commercio Svizzera (via Palestro, 2) nel corso di una conferenza stampa. I vice presidenti di AIE Stefano Mauri ed Enrico Greco e il consigliere Giulio Lattanzi illustreranno le tre sessioni in cui l’evento è articolato.
Un’anticipazione – Si investe meno da parte delle famiglie come da parte della scuola per offrire un futuro alle fasce giovanili della popolazione (che poi saranno coloro che permetteranno al nostro sistema Paese di confrontarsi con i mercati avanzati dei Paesi dell’Ue27 o quelli delle economie emergenti dell’Asia): la spesa delle famiglie italiane per acquisto di libri da leggere per i loro figli e ragazzi è infatti del 75% inferiore rispetto a quanto “investono” le stesse famiglie in Francia, del 71% rispetto alla Germania, del 65% rispetto a UK; ecc. Così come l’investimento pubblico in scuola e istruzione (in percentuale sul PIL) nel nostro Paese risulta inferiore del 4,3% rispetto alla Francia o addirittura del 24,3% rispetto al Regno Unito.
A fronte di questi dati vediamo che il tasso di occupazione giovanile “” preso come uno degli indici che contribuiscono a definire la mobilità sociale – è in Italia inferiore rispetto a tutti i maggiori Paesi europei: Germania (-10,4%), Regno Unito (-6,9%), ecc. La lettura di libri, cioè l’acquisizione di competenze culturali di tipo “informale” (lettura di libri non scolastici) tra la popolazione del 6-19enni è sempre inferiore a Francia (-31%), Spagna (-29%), ecc. E le competenze relative alla comprensione di testi (competenze alfabetiche) restano più basse rispetto a tutti i maggiori Paesi europei: Francia (-6,7%), Germania (-8,0%), Regno Unito (-8,8%), ecc.”

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.