Siae: Ivan Cecchini rinuncia alla carica di presidente

Ivan Cecchini, direttore dell’Associazione Italiana Editori (AIE), ha rinunciato ieri al ruolo di presidente della SIAE, a cui era stato designato il 28 giugno scorso dalla stessa assemblea della SIAE.
Questo il senso della lettera inviata al Presidente del Consiglio, al Ministro per i Beni e le Attività culturali, ai Sottosegretari di Stato Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, al Segretario generale della Presidenza del Consiglio e ai Presidenti delle Commissioni cultura di Camera e Senato.
“Ritengo che nell’attuale fase e a fronte della delicata situazione della SIAE sia necessaria – scrive Cecchini nella lettera – una presidenza che possa contare su una forte condivisione che coinvolga tutti i soggetti, istituzionali e politici, che hanno in qualche modo e misura la responsabilità di concorrere a stabilire le condizioni fondamentali per una navigazione sicura. Rispetto a questa esigenza che ritengo prioritaria per il bene della SIAE non sono certo che la mia designazione possa rappresentare l’auspicato punto di equilibrio e convergenza”.
“Sono perciò addivenuto alla decisione di ritirare la mia candidatura, per altro non da me avanzata – conclude Cecchini – Confido di poter contare sulla Sua disponibilità ad accettare la mia rinuncia (.)”.
L’iter per la nomina ufficiale, dopo il positivo passaggio in Consiglio dei Ministri, prevedeva la discussione nelle Commissioni parlamentari competenti e la firma dell’elezione con decreto del Presidente della Repubblica.

Di seguito riportiamo il verbale della seduta 7a Commissione permanente del Senato di martedì 26 luglio, in merito alla Proposta di nomina del Presidente della Società italiana degli autori ed editori – SIAE

Legislatura 14º – 7a Commissione permanente – Resoconto sommario n. 416 del 26/07/2005

Proposta di nomina del Presidente della Società italiana degli autori ed editori – SIAE (n. 154)

(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento. Esame e rinvio)

Riferisce alla Commissione il senatore DELOGU (AN), il quale riassume anzitutto le complesse tappe che hanno preceduto l’atto di nomina in titolo.

In proposito, ricorda che la nomina a presidente della Società italiana degli autori ed editori (SIAE) del maestro Migliacci, avvenuta nel luglio 2003, era stata annullata dal Consiglio di Stato lo scorso 3 dicembre.

Il successivo 21 dicembre l’assemblea della SIAE designò nuovamente il maestro Migliacci; su tale proposta la Commissione, come è noto, espresse un parere contrario e il Maestro, molto correttamente, rinunciò all’incarico.

La Commissione – prosegue il relatore – è ora chiamata ad esaminare la designazione del dottor Cecchini, già vice presidente della Società , effettuata dall’Assemblea lo scorso 28 giugno.

Entrando nel merito della proposta, egli tiene a puntualizzare che l’orientamento contrario espresso dalla Commissione nei confronti del maestro Migliacci non si fondava su considerazioni di carattere personale, bensì sulle modalità di gestione della Società . In proposito, ricorda le numerose interrogazioni parlamentari (alcune presentate peraltro anche successivamente all’espressione del parere parlamentare) che hanno evidenziato un presunto clima di illegalità ed inefficienza nella gestione del presidente Migliacci, dalla quale – egli precisa – il dottor Cecchini, in qualità di vice presidente, non si è mai dissociato.

Né vanno dimenticate le conclusioni, a suo dire inquietanti, a cui è giunta l’inchiesta condotta da un settimanale sulla gestione Migliacci-Cecchini.

Il relatore rileva inoltre che – sulla scorta di quanto riconosciuto dal TAR nella sentenza n. 8568/2003 – la Società è anzitutto un ente pubblico, pur essendo un ente a base associativa e quindi fra l’altro retto da organi direttamente rappresentativi degli interessi degli associati.

Relativamente alla rappresentatività degli organi, egli prosegue, allo stato attuale gli esponenti più importanti della musica leggera italiana hanno peraltro un peso del tutto marginale nel governo della Società .

Al riguardo, ricorda i contenuti dell’ordine del giorno n. 9/5901/1, accolto dal Governo alla Camera dei deputati in sede di esame del decreto-legge n. 63 del 2005, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale, nonché per la tutela del diritto d’autore, con il quale l’Esecutivo si è impegnato a procedere ad una revisione dell’attuale statuto della SIAE, al fine di eliminare le presenti distorsioni, in particolare per ciò che attiene la reale rappresentatività degli organi ed il sistema di governance.

Oltre alle considerazioni testé svolte, il relatore tiene a precisare che nel suo curriculum il dottor Cecchini dichiara di ricoprire una carica, quella di direttore dell’Associazione italiana editori (AIE), che ne impedisce la nomina a consigliere di amministrazione e, a maggior ragione, di presidente ai sensi dell’articolo 13, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 419 del 1999.

Conclude invitando pertanto la Commissione all’espressione di un parere contrario sulla proposta di nomina in titolo.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.