S.I.A.E. paga i diritti di reprografia

La S.I.A.E. sta contattando gli autori ed editori non associati, che hanno maturato il diritto a ricevere dei compensi per la fotocopiatura delle proprie opere (presso copisterie, copy-center, biblioteche pubbliche ed universitarie, ecc.), allo scopo di richiedere loro i documenti necessari alle successive operazioni di pagamento dei diritti.
Chiaramente, per i propri associati e mandanti la S.I.A.E. già dispone di dati sufficienti per l’effettuazione delle operazioni contabili e fiscali.
Come noto in base alla legge 633 del 1941, (così come modificata dalla legge 248 del 2000,) è ormai consentita la fotocopiatura dei volumi e fascicoli di periodici senza la preventiva autorizzazione degli aventi diritto, purché effettuata per uso personale ed entro il limite massimo del 15%, e la S.I.A.E. è stata investita del compito di incassare e ripartire detti diritti dopo aver concluso accordi specifici con le associazioni rappresentative delle parti interessate (autori, editori ed utilizzatori).
Le operazioni di rilevazione e di elaborazione dati effettuate con il contributo delle principali associazioni rappresentative degli autori ed editori (AIE, SNS, SLSI e UIL-UNSA), grazie all’accordo raggiunto con S.I.A.E. che disciplina l’intera materia, sono ormai in fase conclusiva, e pertanto, in breve tempo, la S.I.A.E. potrà liquidare, agli associati e non, quanto di rispettiva spettanza.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.