S.I.A.E.: anche il presidente Assumma replica al Il Sole 24 Ore

In riferimento all’articolo “provocatorio” intitolato “Ma il copyright può tutelare ancora il mercato'”, a firma di Roberto Perotti, docente della Bocconi, pubblicato il 7 febbraio sul quotidiano “Il Sole 24 Ore”, il Presidente della SIAE, Giorgio Assumma è intervenuto con determinazione e ironia, nei giorni scorsi, sullo stesso quotidiano.
Ecco di seguito il testo dell’articolo dal titolo “Diritto d’autore, una forma di civiltà “:
“Ha ragione il Prof. Roberto Perotti nel chiedere l’abolizione della proprietà intellettuale, quindi dell’industria culturale e della Siae (Sole 24 Ore 7 febb. ’07). Ma il copyright in un’economia di mercato, se va abolito, va eliminato a cominciare dal copyright (con relativo prezzo) dei giornali. Infatti senza copyright si svilupperebbe maggiormente la lettura, vi sarebbe più diffusione della cultura e il Ministro Bersani avrebbe l’occasione di eliminare, oltre alla Siae, le corporazioni della Fieg e della Federazione della Stampa.
Naturalmente gli editori (coi giornali a prezzo zero) e i giornalisti cambierebbero mestiere. Un’ottima idea sarebbe poi quella di azzerare gli stipendi dei professori (equiparabili giuridicamente al diritto d’autore che è un diritto del lavoro) per promuovere maggiormente la cultura e la conoscenza.
Applicando la teoria del Professor Perotti propongo, infine, che la prima copia del primo libro del Professore costi, per es. 200 ‚¬, la seconda 100 e dalla terza in poi tutte le copie siano gratis. Così il Professore non avrebbe più il monopolio sulla sua opera. Breve appunto storico: il diritto d’autore nasce con la Rivoluzione Francese, come diritto della persona ed è alla base dell’autonomia morale ed economica dell’autore. Prima il re o il signore elargivano graziosamente un obolo a Mozart o a Beethoven. Kant, invece guarda caso, sentiva già l’esigenza d’un diritto d’autore nei confronti del proprio editore.
Fra lo spartito e il CD ci sono due differenze fondamentali: il primo presuppone l’esecuzione dal vivo, il secondo è l’esecuzione tecnicamente riprodotta. Fra i due c’è appunto l’epoca della riproducibilità tecnica, il Professore, nel paragone, non sembra tenerne conto. Ritenere poi, indiscutibile il dominio della tecnica anche su quel massimo di soggettività e identità che è l’opera d’arte, non mi pare condivisibile; dico solo che oggi il diritto d’autore è anche il suggello economico dell’autonomia della creazione artistica.
P.S. Il Ministro Bersani abolisca pure la Siae, poi si metta d’accordo con i circa 200 Paesi che hanno Società omologhe: sarebbe strano infatti che gli autori italiani fossero pagati in tutto il mondo e gli autori stranieri non prendessero un Euro da noi”.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.