Quando il diritto d’autore è fuori pericolo e risorge: risposta alla lettera di Alberto Testa

E’ doveroso un riscontro alla lettera del Sig. Alberto Testa (ndr il testo della lettera di Alberto Testa si trova qui) da parte di chi ha partecipato al processo giurisdizionale amministrativo quale co-difensore delle parti ricorrenti, che si sono dolute dell’ordinanza di ripartizione dei diritti d’autore musicali riferiti all’anno 2001.

Non avendo il firmatario della lettera precisato le ragioni del suo coinvolgimento nella vicenda, tranne che della sua appartenenza all’UNCLA, ho dovuto assumere informazioni al riguardo.

Il Sig. Testa è associato Siae, Sezione Musica, con la qualifica di paroliere. E’ stato nell’ultimo quinquennio eletto, nella lista predisposta dall’UNCLA, commissario della Sezione Musica quale paroliere ed ha fatto parte del Gruppo di Lavoro -nominato dalla Commissione della Sezione Musica stessa- per la predisposizione dei criteri di ripartizione che hanno generato la delibera commissariale impugnata davanti al Tar del Lazio.

La sentenza n. 4123/2002 del Tar del Lazio, Sez. III, ter, ha legittimamente e finalmente stabilito che tutti i diritti spettanti agli autori ed editori di opere musicali utilizzate nei trattenimenti danzanti ed eseguite con strumenti meccanici (BSM) siano attribuiti interamente a tali titolari del diritto d’autore.

Vale la pena, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di chiarire a coloro che hanno ingiustamente, sino ad oggi, incassato quel 50% delle esecuzioni di opere musicali delle quali non vantano la titolarità del diritto d’autore, che la distinzione tra genere musicale (dance o non dance) non ha alcun fondamento. Il Giudice ha avuto il pregio, per la prima volta, di stabilire che a ciascuno spetta il proprio. E questo è stato solo il primo passo di un lungo cammino’ Si pensi alle esecuzioni dal vivo in occasione di trattenimenti con ballo, nonché alla diffusione radiofonica e televisiva delle opere musicali, ove ancora persistono dei criteri di ripartizione illegittimi. Per queste ultime categorie basti solo il riferimento ad alcune sigle radiofoniche e televisive denunziate anche grazie alle trasmissione televisiva ‘Report’ di Rai 3.
Nella lettera Testa, non si sa se volutamente, si omette di evidenziare l’accoglimento della censura riguardante la ripartizione dei proventi derivanti dall’uso della musica on line. Il Giudice anche qui ha sancito lo stesso principio adottato per il BSM, troncando così sul nascere l’attribuzione di compensi ad autori ed editori non titolari del diritto d’autore sulle composizioni musicali ivi utilizzate (l’utilizzazione della musica su reti telematiche e/o di telecomunicazione- la classe VI- è stata, infatti, prevista per la prima volta nella impugnata delibera di ripartizione per il 2001).

La lettera del Sig. Testa sarebbe da confutare in toto, ma nel rispetto del mezzo di comunicazione qui utilizzato, ci si vuole limitare alla critica delle sole seguenti ulteriori considerazioni, che si ha il timore abbiano potuto deviare l’obiettiva conoscenza dei fatti da parte del lettore.

Fa sorridere leggere che nelle discoteche la musica dance rappresenti meno del 60%.
Questi dati statistici da chi sono stati forniti’

Non si comprende il perché del mancato accoppiamento dei disc-jokey con gli esecutori di musica dal vivo (orchestrine, concertino e piano bar). Anche questi ultimi sono spesso autori della musica che eseguono e ne redigono personalmente i programmi.

Si vuole ricordare che la stessa Siae e l’Autorità del Mercato e della Concorrenza nel 1995, nei loro scritti e provvedimenti, ammisero che i programmi musicali erano poco affidabili e non corrispondenti alla realtà .

La sentenza del Tar ha riconosciuto legittimo il campionamento “potenziando e non diminuendo il sistema di rilevamento statistico a campione nei locali da ballo, attraverso l’accesso, l’ispezione e la diretta verifica da parte degli organi accertatori, con l’approntamento di acconci strumenti che consentano all’ente di svolgere la primaria funzione, attribuita dalla legge e dallo statuto, di accertamento e riscossione dei proventi per remunerare i diritti d’autore”.

Per quanto riguarda, invece, l’integrazione di 1/3 dei programmi redatti dai gestori dei locali ove si svolgono trattenimenti danzanti con esecuzioni di opere con strumenti meccanici, il Tar del Lazio ha disatteso, e giustamente, tale integrazione perché i programmi a loro volta sono selezionati “secondo non meglio definiti e, dunque, arbitrari criteri di selezione statistica”.

Su di una cosa siamo d’accordo: Internet è davvero una bella cosa.

Con i migliori saluti.

Avv. Deborah De Angelis

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.