Presentato il Concorso letterario “Racconti dal carcere” che unisce detenuti e scrittori affermati

E’stato presentato ieri mattina a Roma nella sede della Biblioteca e Raccolta Teatrale SIAE del Burcardo il concorso letterario “Racconti dal carcere” – ideato da Antonella Bolelli Ferrera (giornalista e autrice di Radio3 Rai) e promosso dalla Società Italiana Autori ed Editori e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).
I detenuti che vorranno raccontare la propria storia avranno in scrittori affermati i loro tutor di eccezione.
“La Società Italiana degli Autori e degli Editori – ha detto il Presidente della SIAE Giorgio Assumma – ha lo scopo istituzionale di tutelare il diritto d’autore e di promuovere la diffusione delle opere dell’ingegno. Per questo la SIAE sostiene anche iniziative tese a stimolare la creatività . Il fenomeno della creazione di opere nelle carceri non è un fatto nuovo nella letteratura, dal De Profundis di Oscar Wilde, a Le mie prigioni di Silvio Pellico, dalle Lettere dal carcere di Gramsci a Arcipelago Gulag di Solzenicyn . Oggi più che mai è necessario dare spazio a soggetti emarginati, che sono al di fuori del circuito della creazione intellettuale, perché proprio questi hanno bisogno più di tutti di esprimere la loro creatività “.
Antonella Bolelli Ferrera ha spiegato perchè il premio è dedicato a Goliarda Sapienza “un’intellettuale raffinata e molto bizzarra- scomparsa nel 1996- che ha conosciuto la triste esperienza del carcere, da cui scaturì la sua opera Università Rebibbia. Se questa esperienza è servita a lei, che fino a quel momento non era riuscita a pubblicare nulla, potrebbe essere utile anche a coloro che scontano lunghe pene, dando loro un senso di libertà attraverso la scrittura. Questo premio vuole anche essere un contributo concreto al principio della rieducazione del condannato sancito dall’art. 27 della Costituzione”. Antonella Ferrera ha inoltre comunicato l’adesione del primo, importante scrittore – Giordano Bruno Guerri – che ha aderito all’iniziativa in qualità di tutor di un detenuto che sarà a lui affiancato.
Dacia Maraini, che ha accolto con entusiasmo il compito di far da madrina al Premio, ha raccontato di aver svolto diversi seminari di scrittura e di poesia nelle carceri, attivandosi anche per la creazione di una biblioteca a Rebibbia. “La scrittura ” ha precisato Maraini- è uno straordinario strumento di comunicazione e di formazione per quanti sono in una situazione di detenzione. La scrittura diventa una farfalla che permette ai detenuti – che prima avevano creduto nelle leggi dell’azione ” di scoprire qualcosa che non avevano mai preso in considerazione, come l’immaginazione, la riflessione e la propria vita interiore”.
Franco Ionta, Capo del DAP, ha rilevato che il Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria ha già iniziato un percorso creativo in questa direzione, con la pubblicazione dei racconti autobiografici scritti da operatori della Polizia Penitenziaria, che hanno permesso di far conoscere aspetti autentici e di vita vissuta di un lavoro difficile e ancora poco conosciuto. “La condivisione dei valori profondi – ha detto Ionta – rappresenta un tassello essenziale per la riabilitazione dei detenuti. Darò tutto il sostegno necessario a questa iniziativa, che oltre a permettere ai detenuti il passaggio dall’azione alla riflessione, rafforza anche il rapporto tra carcere e società “.
All’incontro sono intervenuti anche il Segretario Generale del Sindacato Nazionale Scrittori, Alessandro Occhipinti, il marito di Goliarda Sapienza, Angelo Pellegrino, scrittore, Monsignor Giorgio Caniato, Ispettore Generale dei cappellani negli istituti penitenziari e Luigia Culla (Direttrice del Carcere dove fu detenuta Goliarda Sapienza, oggi direttore dell’Istituto Superiore di Studi Penitenziari).

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.