Polemica sulla liberalizzazione dell’intermediazione dei diritti connessi: Nuovo IMAIE e ItsRight a confronto.

La liberalizzazione dell’intermediazione dei diritti connessi (sulla quale Dirittodautore.it ha già manifestato la sua opinione nella news di martedì 24 gennaio scorso (clicca qui per leggere la news), vede oggi la manifestazione di due posizioni distinte, quella del Nuovo IMAIE (che ha raccolto l’eredità dell’IMAIE, in liquidazione), e di una nuova realtà , ItsRight, nata qualche mese fa.
Il Nuovo IMAIE ha diffuso il seguente comunicato:
In rappresentanza del Nuovo IMAIE, gli Artisti Interpreti Esecutori Claudio Baglioni, Gianguido Baldi, Luca Barbareschi, Lino Banfi, Giulio Base, Paolo Belli, Massimo Bonetti, Benedetta Buccellato, Sergio Cammariere, Pino Caruso, Ivan Cattaneo, Gigliola Cinquetti, Marco Columbro, Sandro Comini, Lucio Dalla, Massimo Dapporto, Enzo Decaro, Danilo De Girolamo, Francesco De Gregori, Carlo Delle Piane, Massimo Di Cataldo, Drupi, Nino Frassica, Massimo Ghini, Massimo Giuliani, Pino Insegno, Flavio Insinna, Barbara Livi, Sofia Loren, Marco Masini, Natale Massara, Mina, Mimmo Palmara, Massimiliano Pani, Daniela Poggi, Patty Pravo, Pietro Pulcini, Alessandro Quasimodo, Andrea Roncato, Giulio Scarpati, Edoardo Siravo, Franco Trevisi, Nicolas Vaporidis, Luca Zingaretti:
Il Nuovo IMAIE è NUOVO:
– perché ha firmato nuovi accordi con utilizzatori con i quali il vecchio istituto non aveva stipulato alcun contratto;
– perché ha firmato accordi con i principali utilizzatori a condizioni più favorevoli rispetto a quelle precedentemente ottenute dal vecchio;
– perché ha un regolamento di ripartizione complesso in grado di garantire la distribuzione dei compensi su base analitica;
– perché ha un regolamento di iscrizione che non era stato mai redatto prima;
– perché ha aperto le sue porte a tutte le associazioni di artisti per sentire la voce di tutti, garantendo la piena e democratica partecipazione, in sede di Comitato Consultivo, di tutte le associazioni rappresentative della categoria (art. 7 legge 100/2010);
– perché ha il plauso da tutte le maggiori collecting societies europee;
– perché collabora con le associazioni di produttori discografici per la creazione di una banca dati delle opere tutelate condivisa e fruibile da tutti gli addetti ai lavori;
– perché individua e ripartisce i compensi degli artisti con una tempestività mai raggiunta prima;
– perché ha pubblicato sul proprio sito web il repertorio video e il repertorio audio per consentire a tutti gli artisti di correggere eventuali dati errati o incompleti;
– perché si basa su principi di democrazia e di trasparenza pubblicando sul sito tutte le attività e decisioni prese dall’Istituto, compresi i verbali e le riprese video delle riunioni di comitato;
– perché è impegnato sul fronte nazionale ed europeo per stimolare l’adozione di politiche e iniziative legislative a sostegno della categoria artistica nel suo insieme e contro ogni forma di pirateria.
Volere a tutti i costi confondere il Nuovo IMAIE con il vecchio istituto, è frutto di una demagogia e di una propaganda capace di ingenerare soltanto confusione e agitazione tra gli artisti.
Non è con uno slogan che si risolvono i problemi né alzando barricate che non fanno che creare ulteriori divisioni e indebolire una categoria già penalizzata dai tagli alla cultura.
Il Nuovo IMAIE esiste ed è degli Artisti. Eleggere i propri rappresentanti, rinnovare gli organi sociali, governare l’istituto è un’opportunità da non perdere, è l’occasione per far sentire la propria voce e rafforzare i propri diritti.

Pubblichiamo in una news a parte le riflessioni del Nuovo IMAIE in merito al decreto liberalizzazioni.

Dall’altra parte, ItsRight, come si può comprendere, esulta per la liberalizzazione e diffonde il seguente comunicato:
“L’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore (di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633) in qualunque forma attuata, è libera”. E’ quanto si legge nel testo del decreto liberalizzazioni approvato dal Governo in data 20 gennaio 2012.
I diritti connessi – diversi dal diritto d’autore – sono quei compensi che spettano ad attori e interpreti musicali, ogni volta che sono utilizzate opere audiovisive e registrazioni musicali (es. da tv, radio, in luoghi pubblici, attraverso le nuove tecnologie). Sono riconosciuti dalla stessa legge che tutela i diritti d’autore (LDA 633/41).
In Italia l’industria culturale muove miliardi di euro. I diritti connessi valgono ogni anno oltre 60 milioni di euro e gli artisti, interpreti ed esecutori, nel nostro paese, sono oltre 70 mila.
Gianluigi Chiodaroli, Presidente di ITSRIGHT, società che gestisce – tra l’altro – i diritti di numerosi artisti musicali, commenta: “Il decreto Monti sconfessa in via definitiva le tesi sulla gestione pubblicistica e monopolistica dell’IMAIE. L’Italia si allinea così a modelli consolidati a livello internazionale, dove il mercato è fondato su regole di efficienza e dinamismo e la concorrenza tra più operatori stimola lo sviluppo del mercato. Ciò produce, a vantaggio di tutti, una migliore qualità dei servizi e una diminuzione dei relativi costi”.
Claudia Mori ha aggiunto: “Finalmente anche gli artisti potranno scegliere liberamente e in piena autonomia a quale struttura affidare la gestione dei propri compensi. Una conquista di libertà e giustizia che invita tutti, artisti e produttori, a una aumentata responsabilità per garantire che i ricavi della musica, e non solo, siano efficacemente raccolti e soprattutto equamente distribuiti. A vantaggio di tutti, non rinunciando a essere sempre vigili”.
Con il Decreto Monti si chiude definitivamente la vicenda del ‘monopolio di fatto’ di IMAIE. L’Istituto Mutualistico Artisti Interpreti ed Esecutori, creato negli anni ’70 su iniziativa dei sindacati di categoria, ha amministrato fino al 2009 i diritti degli artisti del cinema e della musica.
Nel corso degli anni l’ente si è dimostrato totalmente inadeguato nello svolgere il proprio ruolo a tutela degli artisti: una vicenda culminata con l’estinzione dell’ente nel 2010. Nelle casse dell’IMAIE si sono accumulati oltre 130 milioni di euro, incassati dall’ente e non ridistribuiti agli oltre 70.000 artisti avente diritto.
Nonostante l’evidenza di una gestione fallimentare l’ente, nel 2010, è stato ricostituito con il nome di ‘Nuovo IMAIE’. La nuova struttura non è altro che la replica della precedente, presenta lo stesso management, lo stesso ‘modello pubblicistico’ e le stesse problematiche. Ancora oggi la maggioranza degli artisti attende di incassare i propri compensi.
Dopo anni di proteste da parte degli artisti oggi questa vicenda intricata, figlia di un quadro normativo incerto, trova un’efficace soluzione nel Decreto Monti. La necessità di modernizzare il sistema di rappresentanza degli artisti trova espressione nel segno della liberalizzazione del mercato che consente così ad altre strutture di collecting e associazioni di rappresentanza presenti nel settore, come ITSRIGHT, piena libertà di operare.

Il Nuovo IMAIE ha organizzato un convegno sul tema a Roma il prossimo 8 febbraio. Ne diamo notizia nell’area CONVEGNI del nostro sito.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.